To The Moon? Il dilemma della capitalizzazione di mercato nelle Criptovalute

Capitalizzazione di mercato: il valore totale di un bene finanziario è dato dal prodotto tra il suo valore unitario e le unità disponibili sul mercato. 

Quando parlano di criptovalute e di esternazioni come “to the moon” o di “lambo coming soon”, termini comuni nello slang social degli amanti delle crypto, spesso gli utenti di internet si lasciano influenzare da vere e proprie manie con scarso fondamento o FOMO (fear of missing out).

Il problema della capitalizzazione di mercato è molto semplice: un bene acquista valore se è ricercato e se non tutti possono averlo. La scarsità è una condizione essenziale perché un bene accresca il suo valore in termini economici.

La differenza tra oro e aria potrebbe essere banalmente tutta qui. A parte rari casi, nessuno riesce a dare valore economico all’aria (almeno, finché l’inquinamento non la renderà quasi completamente irrespirabile), in quanto è a piena ed immediata disposizione di tutti in tutto il mondo. E’ forse uno dei “beni” più diffusi.

L’oro, invece, gode di grande scarsità. E aldilà delle sue qualità come metallo, senza tale scarsità probabilmente non avrebbe la funzione di bene rifugio che ha oggi. 

Lo stesso principio va applicato al mercato azionario, che spesso viene associato (talvolta erroneamente) a quello delle Criptovalute. Un numero di azioni straordinariamente elevato presente sul mercato rischia di mantenere un prezzo per azione limitato rispetto ad una società che ha un numero di azioni più contenuto. 

Certamente, nel mercato azionario ad essere scambiato è il valore potenziale dato ad una società. Ma vi è una differenza sostanziale tra i 55 Miliardi di azioni di Banca CariGe o i 489 Milioni di Azioni di Amazon. Che hanno quotazioni davvero agli antipodi (0,0045 Euro Carige a inizio Novembre 2018 e 1600 Dollari Amazon nello stesso periodo), oltre che per la differenza di standing tra le due società anche per mera matematica ed oggettività dei numeri. 

Tornando al mercato delle Criptovalute in generale, abbiamo inoltre una leggera differenziazione da quello azionario comunemente conosciuto, che dobbiamo tenere a mente anche se non influisce sostanzialmente nella nostra analisi sul concetto di capitalizzazione di mercato. 

Se infatti un’azione rappresenta il possesso di un pezzo di società ed il suo valore si modifica in base agli indicatori economici e finanziari dell’azienda, le Criptovalute in genere hanno anche un altro elemento costitutivo che fa parte della loro funzione. Sono per sé “moneta” ovvero mezzo di scambio (vedi il nome “cripto – valute”). In alcuni casi le criptovalute definite “stablecoin” come ad esempio Tether, hanno un valore di mercato ancorato al valore di una moneta nazionale come può essere il dollaro, che fluttua in base al valore di quest’ultima.

Bitcoin è invece un fulgido esempio di ibrido: da una parte sta acquisendo valore come riserva finanziaria un po’ al pari dell’oro. Dall’altra nacque e per molti bitcoiners puristi permane un mezzo di scambio che ha un valore in sé: come spesso si dice, un Bitcoin vale un Bitcoin, senza fare il paragone con l’equivalente di circa 6500 dollari attuali. Ciò perché lo si vorrebbe utilizzare come mezzo di scambio alternativo appunto ad altre monete nazionali.

L’aspetto di valore come moneta va tenuto in considerazione, tuttavia per affrontare il tema della capitalizzazione di mercato (market capitalization o marketcap in inglese), consideriamo ad eccezione delle stablecoin sopra descritte, la criptovaluta come un investimento finanziario alla stregua delle azioni. 

La valorizzazione di mercato, ripetiamo, è data da valore unitario del token moltiplicato per il numero di token a disposizione sul mercato.

Al momento in cui scriviamo ci sono in circolazione 17.363.762 Bitcoin, con un valore unitario di 6521 Dollari. Totale capitalizzazione di mercato: 113.243.326.533 Dollari. 

Ecco alcuni paragoni di capacità di mercato per renderci davvero conto di come può fluttuare il valore unitario di una criptovaluta. 

Dollari Circolanti (fonte: Federal Reserve): 1,69 Trilioni, ovvero 1.690.000.000.000.000.000

Azioni di Alibaba. Numero azioni circolanti: 2,59 Miliardi. Valore unitario: 147 Dollari. Totale capitalizzazione: 380.730.000.000 Dollari

Azioni Facebook. Numero azioni circolanti: 2,87 Miliardi. Valore unitario: 150 Dollari. Totale Capitalizzazione: 430.500.000.000 Dollari

 

Rendiamo ora un numero tre esternazioni entusiastiche che si sentono spesso sui social o si leggono sui blog acchiappa like di Criptovalute. 

Bitcoin arriverà a 100.000 Dollari!

100.000 Dollari x 17.500.000 bitcoin sul mercato  = 1.750.000.000.000 di Dollari di capitalizzazione

Ripple-XRP arriverà a 589 Dollari!

589 Dollari x 41 Miliardi di XRP sul mercato = 24.149.000.000.000 di Dollari di capitalizzazione

Ethereum preso a 2000 dollari!

2.000 Dollari x 103.000.000 ETH sul mercato = 60.667.000.000 di Dollari di capitalizzazione

 

Giunti all’evidenza dei numeri possano evincere due verità sull’annoso della della capitalizzazione di mercato nelle criptovalute.

  1. E’ parzialmente non vero che la capitalizzazione di mercato è un problema anche per le criptovalute più liquide. Rispetto alle previsioni più ottimistiche che si trovano in rete, il moltiplicatore di valore unitario per ogni singola unità raggiunge cifre molto alte, ma comunque nell’ordine di grandi aziende o sistemi finanziari globali.
  2. Proprio perché i numeri raggiunti sono simili a quelli di alcune big corporations, valutazioni molto alte delle criptovalute sono raggiungibili solo se i sistemi permeano nel tessuto finanziario ed economico globale in maniera sostanziale. Fino a che le criptovalute rimarranno interesse di pochi milioni di persone ed avranno solo funzione sperimentale per gli istituti finanziari, non vi sarà sufficiente domanda a creare interesse nel mercato, la quale spinga le singola valorizzazioni. Senza massa globale le valorizzazioni stellari delle quali ogni tanti si parla non saranno certo raggiungibili con qualche “pump and dump”.

 

 

 

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Il presente articolo non rappresenta una sollecitazione all’investimento. Così come per altri strumenti finanziari, con le Criptovalute è possibile perdere l’intero capitale investito.

 

 

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