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Tassazione Criptovalute: le ipotesi allo studio in Europa

Ogni stato fa da se: se in Italia l’Agenzia delle Entrate per ora cerca di “incastrare” le Criptovalte in altre leggi esistenti (vedi risoluzione del 18 Gennaio 2018), l’ultimo G20 ha dimostrato che a livello mondiale c’è tutto tranne che consenso su come tassare le Criptovalute e 3 aspetti fondamentali che riguardano questa possibile normativa:

  • exchange tra Criptovaluta e moneta fiat
  • Capital Gain, ovvero guadagni finanziari dati da incremento di valore della Criptovaluta
  • Scambi effettuati in Criptovalute

Lubomir Tassev ha recentemente dato un’immagine della situazione Europea e di quanto è variopinta, nel canale news di bitcoin.com.

Vediamo dunque come si stanno muovendo i Paesi del nostro continente in merito al dilemma tassazione e Criptovalute: dal 10 al 33% sul capital gain per arrivare all’esenzione totale delle startup che operano in Crypto. Ecco una sintesi di cosa succede intorno a noi.

GERMANIA

No alla tassazione delle Criptovalute nell’exchange con fiat. La tassa si applica solo nell’acquisto di beni e servizi con moneta virtuale. Mining ed attività di exchange non sono soggette a tassazione. Guadagni finanziari sotto i 600 Euro non sono tassabili.

ESTONIA

Per l’autorità finanziaria le Criptovalute sono sia investimento che mezzo di pagamento. Il capital gain è soggetto ad IVA e tassazione. 

SLOVENIA

Il trading di Criptovalute per i singoli individui non è tassato. Le entrate in Criptovaluta, invece sono tassate in forma progressiva. Dal 16% sotto gli 8.000 Euro fino al 50% per oltre i 70.000 Euro.

DANIMARCA

Anche qui i singoli che si occupano di trading non saranno tassati, ma solamente le aziende che commerciando incassando con Criptovalute. L’Authority finanziaria danese ha richiesto al Governo chiarimenti e maggiore legislazione in merito.

SPAGNA

Qui il governo Popolare ha deciso invece di applicare una politica diversa: incentivare aziende che si occupano di blockchain e Criptovalute. Sono stati introdotti incentivi statali per le aziende che investono nel settore delle Criptovalute. Sulla tassazione di proventi ed entrate da trading ancora non è chiaro cosa voglia fare il Governo.

BELGIO

All’Italiana maniera, qui l’autorità sulla tassazione ha emanato una nota a fine 2017 in cui si decreta che chi fa trading in Criptovalute deve dichiararlo, e sarà sottoposto ad una tassazione sul capital gain del 33%. Ancora tuttavia il Governo centrale non si è espresso.

BULGARIA

Anche qui il Governo si è espresso nel senso di obbligare a dichiarare chi fa trading in Criptovalute ed imponendo un 10% di tassazione sul capital gain.

UN CASO CURIOSO: LA BIELORUSSIA

Questo Paese extra UE ha deciso di puntare sulle Criptovalute come strumento per attrarre capitali e sviluppo. Al confine col vecchio continente, il suo Governo ha deciso che le attività che operano in Criptovalute non saranno tassate fino al 2023. Il provvedimento diventerà efficace dal 28 Marzo 2018.

 

 

 

 

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