Criptovalute, dove sta la Rivoluzione?

Recita il sito della Sicurezza Governativa Italiana: la Distributed Ledger Technology è “una rete di scambi in cui non vi è un’autorità incaricata di validare e registrare le transazioni” (https://www.sicurezzanazionale.gov.it/…/bitcoin-e-distribut…).

 

Ora, perché mai Igino Poretti, un comune cittadino che paga le tasse, lavora 40 ore a settimana ed ha famiglia dovrebbe mai interessarsi alle criptovalute? Ha già un conto online con la banca ed i soldi di carta li vede ben poche volte; più virtuale di così!

Beh, caro signor Igino, lei provi ad andare ad un seggio elettorale e convinca il presidente, il prefetto e tutti i cittadini che grazie al suo solo voto una persona di suo gradimento diventerà Sindaco della sua città.
Probabilmente già il presidente di seggio la scambierà per pazzo e le indicherà la porta di uscita (se è fortunato) o il centro di igiene mentale più vicino (se non già troppo affollato).
Il Sindaco del suo Paese sarà eletto solo con la maggioranza ed il consenso di tutti, espresso nella stessa corretta maniera, ovvero tramite il voto in cabina elettorale.
Ecco spiegate le Criptovalute, che necessitano a differenza del Sindaco di margini di “vittoria” un po’ più alti.

Ecco spiegato il motivo per cui le Criptovalute esistono e c’è qualcuno che gli riconosce un valore. Ed ecco perché la tecnologia che sta alla base delle Criptovalute (la Distributed Ledger Technology, rappresentata nel modo più conosciuto ma non esclusivamente dalla Blockchain), è un’innovazione straordinaria per l’economia di miliardi di risparmiatori al mondo. Aldilà delle Criptovalute in sé.

Se Igino Poretti fa un bonifico online ad un amico, si troverà un addebito di 1000 Euro che solo la banca da lui usata ha verificato esistessero veramente.
Se Igino invece possiede un’unità di qualsiasi Criptovaluta (che di fatto è rappresentata da un codice matematico e si presenta come una lunga sequenza di lettere e numeri) e vuole trasferirla da un conto ad un altro, non esisterebbe alcun ente che stabilisse la correttezza di quell’operazione e la eseguisse.
Perché vada a buon fine, il codice che rappresenta l’importo in Criptovaluta che Igino vuole trasferire viene visto e la sua correttezza viene certificata, da migliaia di utenti di internet. Questi utenti fanno girare nel loro pc un programma il quale sancisce che l’invio di quello specifico codice significa che Igino vuole trasferire una certa quantità di Criptovaluta.

Per pagare 1000 Euro, in questo modo, Igino crea un codice che vale 1000 Euro e si presenta come una sequenza di lettere e numeri. Dei pc sparsi nella rete confermano che quel codice vale quell’importo, e trasferiscono quei soldi all’amico di Igino.

E la banca? Non c’è.

Eccola, piccolo risparmiatore, la rivoluzione. Non è un solo ente a certificare uno scambio economico, ma una moltitudine di utenti del web.

Che ne dici, ti piace questa rivoluzione?

(Per informazioni sulla sicurezza e sull’affidabilità di questo processo, continua a seguirci!)

Rispondi