Ripple e Western Union: i perché di un accordo

Dietro alle recenti news di diffusione dei software Ripple in sempre più banche al mondo, di cui spesso vi diamo notizia anche noi, c’è una strategia precisa.

Prima la spagnola Santander, poi banche Giapponesi, American Express ed ora perfino Western Union dichiarano di utilizzare Ripple. O meglio, il CEO e vari Direttori di Ripple dichiarano che sono in corso test delle loro tecnologie presso queste banche o istituti finanziari.

Dietro alla strategia di Ripple c’è la strategia del suo CEO, Brad Garlighouse, ottimo comunicatore che ha capito una cosa: per rimanere sul mercato, bisogna dare buone notizie al mercato.

A differenza di Altre Criptovalute, Ripple è una tecnologia strutturata con un’azienda alle spalle. Non gode infatti di piena autonomia, tanto che molti diffidano dall’utilizzo del termine Criptovalute per XRP. Trovando che sia molto diversa da altre realmente open source, come Bitcoin.

Ed allora Ripple, che offre la possibilità di velocizzare le transazioni internazionali riducendo i costi, sta seguendo la strategie che serve ad un’azienda la cui aria da respirare è il networking. E per fare networking serve allargare il business: per un sistema che promette di velocizzare e migliorare il dialogo, senza “partecipanti” al dialogo non vi sarebbero i presupposti per esistere. Partecipanti che, comportandosi da grandi aziende quali sono, attivano test per verificare nel medio periodo come vanno, ma quasi mai si sbilanciano in fase di test. Lo stesso giornale Fortune cita come al test con Western Union l’azienda di cambiovalute non abbia risposto a richieste di commenti in merito.

Ma perché Ripple non ha più scossoni significativi quando arrivano nuovi partner? Proprio per questo motivo, cioè perché Ripple è in fase di test e l’attivazione del test non significa l’adozione della tecnologia, i mercati non sempre reagiscono con consistenti rialzi a mirabolanti annunci di nuove partnership.

PREZZO DI XRP E DIFFUSIONE DELLA TECNOLOGIA

Altro aspetto non trascurabile su XRP è il misunderstanding che spesso viene alimentato dalla stampa finanziaria con scarsa conoscenza in materiale.

L’azienda Ripple offre diversi servizi ai clienti:

  • XCurrent: il servizio di track record di Ripple che permette di registrare velocemente i movimenti
  • XRapid: il servizio per una più efficiente transazione di valore

XRP è uno strumento al servizio di XRapid: servirebbe alle banche ad evitare di tenere riserve di valore per le transazioni internazionali, sostituendo la valuta fiat che oggi tengono in deposito (e che ha dei costi).

Dunque XRP è collegato solo a questo preciso servizio di Ripple, che se dovesse dare esito negativo nei test, potrebbe non incentivare la diffusione e crescita di valore di XRP.

 

Infine, un’ultimo appunto alla stampa. Anche Fortune è caduta nell’errore: ha definito Ripple un sistema “blockchain”, quando in realtà Ripple sfrutta un sistema di Distributed Ledger Technology che è improprio definire blockchain. La blockchain ha una base assolutamente pubblica; ad oggi, invece, i nodi di Ripple sono spesso istituzioni verificate dalla stessa Ripple. 

Brad Garlighouse, CEO di Ripple, sta seguendo una serrata tabella di apertura test e con una efficace comunicazione esterna sta provando a creare una buona immagine sull’azienda che guida. La quale, superata la fase di startup, è ora in fase di test. Ma l’adozione definitiva dei sistemi di Ripple nel loro complesso, non è ancora compiuta o in fase di maturità.

 

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