Prezzi a picco nel breve termine

Gulfnews pubblica la visione a breve termine di 6 investitori con sede nei Paesi Arabi. 

 

Gulfnews, quotidiano che dal 1978 fa informazione negli stati Arabi e basato in UAE, ha pubblicato giovedì 26 Ottobre un’intervista multipla a 6 investitori e consulenti finanziari con headquarters a Dubai sul loro Outlook degli asset posseduti in Criptovalute.

Pubblichiamo il risultato delle interviste ritenendo questa informazione una delle poche disponibili con parole chiare e semplici da investitori istituzionali nel mondo delle Criptovalute. Investitori istituzionali che, come abbiamo avuto modo di raccontare in precedenti articoli, stanno crescendo sempre di più e stanno facendo perdere di vista alle Criptovalute il loro obbiettivo iniziale. Non più la diffusione di massa di un nuovo strumento di pagamento e di rivoluzione del sistema bancario, bensì nuova classe di investimento per mera speculazione finanziaria. L’intervista di Gulfnews offre spunti molto diretti da parte di addetti ai lavori spesso taciuti dalla stampa.

Il sentiment che ne risulta non è omogeneo se non per un fattore: la paura della volatilità che porta molti investitori ad avere dubbi sulla possibilità di un ulteriore repentino incremento delle capitalizzazioni delle Criptovalute nel breve termine.

Di 6 investitori, il più entusiasta è Rohan Advani, broker finanziario a Dubai spiega che “il mondo finanziario sta cercando un’alternativa a dollaro e oro (come bene rifugio) ed il Bitcoin è un ottimo asset in questo senso. Non è controllato da alcun Governo né regolatore di sorta. Non ha alcuna influenza politica siccome nessuno lo controlla”.

Henry Carvalho, Dirigente nel settore Finanziario, spiega come veda nel Bitcoin uno dei settori su cui investire con il migliore ROI possibile “anche se per ora ci sono delle resistenze” nella sua adozione da parte di molti Stati.

Tutti gli altri investitori sono molto più cauti. Mankesh Walia, investitore e motivational speaker, è “uscito dal Bitcoin con il 90% della sua posizione nel 2011” quando pensava non potessero esserci ulteriori considerevoli aumenti. La storia degli ultimi mesi parla da sola, ma Walia mette in guardia dal fatto che “alti profitti significano alti rischi”. Per lui resta valida anche per Bitcoin la legge di Newton: “se qualcosa è salito, scenderà. O sarà spazzato via”.

Hitesh Khatwani, banchiere a Dubai è tra i più pessimisti. Spiega di essere uscito dalle sue posizioni dopo avere ottenuto profitti del 400-500%. Per lui “le grandi fluttuazioni di prezzo sono il pericolo maggiore. Penso che quando il grande pubblico inizia ad interessarsi ad un asset, è tempo di vendere. Generalmente i retail investors sono gli ultimi ad entrare”. Non vede ulteriori aumenti nei prossimi mesi, e si aspetta una correzione importante “ed un consolidamento in 6-7 mesi”.

Khawar Mahmood, partner di Dubai International Real Estate, aveva investito una fetta considerevole di portafoglio in petrolio nel 2015, con pessimi risultati. Conosce bene dunque le lezioni che la finanza sa dare. Dice di avere imparato la lezione, e “personalmente si aspetta che il prezzo crolli a 3000 Dollari”.

Nivita Pande, banchiere di Abu Dhabi, ha un’altra strategia. Non possiede alcuna posizione in Bitcoin. Dice: “la mia scommessa è Ethereum, non esattamente Bitcoin. Continuo ad accumularne ad ogni correzione”.

Posizioni diverse, dunque, ma tutte orientate alla cautela da parte di chi sa cosa significa perdere tanto in investimenti finanziari.

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