Parla Zucco: Keep Calm

In una delle tante presunte Cripto Apocalissi parla Giacomo Zucco, tra i maggiori esponenti di Bitcoin in Italia conferma quello che vi abbiamo più volte detto in questi giorni. Gli attuali crolli sono film già visti. Solo, al crescere del fenomeno l’intesità dei “crolli” fa sempre più clamore.

Giacomo Zucco parla in un’intervista alla sezione Smartmoney di Startupitalia.eu, intervista della quale riportiamo il testo così come è stato pubblicato per l’efficacia e la chiarezza delle parole. 

«Chi conosce l’andamento storico del bitcoin non è sorpreso da questo ribasso. È già successo altre volte (a 30 dollari, a 620 dollari, a 1200 dollari, ora a 19000 dollari) e succederà ancora, come tipico da questo mercato fortemente speculativo: si arriva a un massimo storico accompagnati da un eccesso di entusiasmo, poi la domanda reale non cresce più quanto l’aspettativa ed arriva la correzione, che rimane comunque molto sopra al precedente massimo (1200 dollari, in questo caso). Dopo un po’ di risalita si forma una “bull trap” e il prezzo scende di più, per un periodo più o meno esteso. Anche questa volta, come in altri casi, si tratta di un pattern abbastanza prevedibile».

Oltre a una ragione di “analisi tecnica”, Giacomo ci spiega anche che dietro il crollo dei bitcoin ci sono dei motivi “psicologici”:

«C’è un fenomeno psicologico inedito, che muove molti i nuovi arrivati: l’effetto novità delle altcoin più sconosciute. Molti nuovi speculatori improvvisati, che stanno cercando guadagni facili senza sapere assolutamente nulla della tecnologia e delle sue applicazioni, hanno l’impressione di essere arrivati “troppo tardi” per Bitcoin, a treno già partito. Piuttosto che fare i conti con questa sensazione, preferiscono illudersi di avere invece preso per primi un “nuovo treno”, più nuovo e scintillante del primo.

Allora stanno investendo su qualunque asset digitale alternativo (le “altcoin”), compresi i più strampalati, purché sia venduto come “il nuovo bitcoin”. Hanno cavalcato il classico “pump” che segue le correzioni del bitcoin dopo i massimi storici. Per la prima volta, questo fenomeno é cosí ampio e forte da non riguardare solamente le altcoin più pubblicizzate e celebri, ma centinaia di progetti sconosciuti e casuali. Il market cap totale, per la prima volta, non vede una predominanza delle prime 10 criptomonete».

La terza ragione è invece geopolitica e si riferisce a quello che sta succedendo in due grossi mercati per le criptomonete, Cina e Corea del Sud. Da tempo Pechino ha vietato il trading centralizzato (cioè lo scambio su piattaforme di cambio), mentre Seoul ha ventilato l’ipotesi di vietare il trading di criptovalute e impedire l’anonimità dei possessori, per arginare il rischio speculativo:

«Questo clima di incertezza mette paura agli ultimi arrivati tra i trader. Anche l’ennesimo annuncio, piú o meno sostanziato, di divieti vari sul settore, é uno degli “inneschi” tipici di una correzione di Bitcoin. E’ successo molte altre volte in passato. Mentre per il momento manca un grande furto su una piattaforma di exchange, in passato abbastanza tipico come “trigger”».

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