Napoli blockchain e Criptovalute: report dai lavori di un’avanguardia Italiana

Napoli blockchain e Criptovalute. Un trinomio d’avanguardia che dal mese di giugno 2018 sta prendendo forma nei palazzi Comunali del capoluogo Campano.

I progetti del gruppo di studio denominato “Blockchain Napoli”, se resi operativi, potrebbero rappresentare un’avanguardia Italiana nel settore delle nuove tecnologie.

Anche noi di Italia Criptovalute stiamo partecipando ai lavori ed in questo report vi raccontiamo quello che sta accadendo e cosa stanno studiando gli esperti che ne fanno parte.

 

IL PROGETTO IN SINTESI

In primavera 2018 viene pubblicata sul sito del Comune di Napoli a questo link una chiamata pubblica per esperti di sistemi blockchain e Criptovalute che volessero aiutare e supportare la Municipalità oggi guidata da Luigi De Magistris a sviluppare progetti con queste tecnologie. 

La chiamata si è chiusa con poco meno di 300 aderenti che hanno il compito, in modo del tutto volontario, di promuovere nel Comune l’adozione e lo sviluppo di progetti basati su blockchain e Criptovalute, facendo così di Napoli una delle città italiane punto di riferimento nello sviluppo dei nuovi sistemi distribuiti e delle valute virtuali. 

 

I NUMERI

195 partecipanti volontari effettivi che hanno preso parte al progetto dei circa 300 che hanno presentato la propria candidatura (le application al progetto oggi sono definitivamente chiuse).

3 i progetti su cui lavorare: sviluppare progetto cittadino di pagamento in Criptovalute nelle attività commerciali e nella Pubblica Amministrazione, utilizzare blockchain per certificare e rendere più trasparente la pubblica amministrazione, testare sistemi di voto elettronico innovativi e certificati che permettano risparmio nei costi per le votazione, creare un nuovo canale di ricezione donazioni in Criptovalute.

1 filone di lavoro escluso rispetto agli intenti iniziali. La possibilità di creare una ICO, ovvero una propria moneta virtuale all’interno del circuito Comunale, è stata un’idea inizialmente oggetto della chiamata pubblica, poi tenuta da parte come ambito di lavoro per le notevoli incombenze legali e finanziarie necessarie al suo sviluppo.

4 giornate di studio e meeting nelle sale del Maschio Angioino e del Comune di Napoli (9 -23-30 giugno e 21 Luglio). Nelle prime 3 giornate sono stati convocati i singoli volontari rappresentati di divulgatori/professionisti/sviluppatori a trattare, ognuno nel suo campo, delle tematiche oggetto del gruppo di lavoro. Nell’ultimo incontro le tre tipologie di esperti si sono unite per dare vita ai progetti operativi da portare avanti.

DA DOVE E’ INIZIATO TUTTO?

Innanzitutto, come per ogni progetto, serve la volontà politica. Questa è arrivata dal Comune di Napoli, che si è offerto di lanciare la chiamata pubblica. Oggi la guida del Comune è nelle mani di Luigi De Magistris, ma il gruppo sta lavorando a progetti che mirino ad avere orizzonti di utilizzo ben più lunghi di un mandato amministrativo.

Fabio Pascapè – Dirigente del Comune di Napoli

A riassumere il coinvolgimento del Comune ci ha pensato Fabio Pascapè, Dirigente Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali che ha partecipato all’assemblea del 21 Luglio. Pascapè si è detto disponibile a testare nuove tecnologie in settori che hanno necessità di rinnovamento, offrendo spunti di lavoro pratici.

Alcuni beni culturali di proprietà pubblica hanno ancora livello di avanzamento tecnologico molto bassi: qui si potrebbe testare l’accesso con pagamento in Criptovalute.

A Napoli, come in moltissime città Italiane, vi è il problema di un controllo efficace ed efficiente sul pagamento dei tributi a tariffa: qui le tecnologie distribuite potrebbero aiutare a fare luce sui pagamenti effettuati rendendo migliore l’analisi dei registri. Anche il problema dei tributi non riscossi potrebbe essere fortemente diminuito con l’inserimento in una blockchain pubblica. 

Pascapè ha spiegato come oggi i Comuni Italiani sono costretti a trovare metodi di finanziamento privato per il supporto alle loro attività. Nel suo passaggio tra finanza “assistita” a finanza “autocostruita”, ha invitato il gruppo a sviluppare sistemi che incentivino sponsorizzazioni alle casse pubbliche tramite Criptovalute.

Le parole del Dirigente Pascapè hanno riassunto una sostanziale apertura e tracciato i confini del Comune al progetto del gruppo Blockchain Napoli.

Ulderico Carraturo – Titolare della pasticceria Carraturo di Napoli

Oltre alla vision prospettata dal Dirigente del Comune, vi è poi quella del pagamento presso gli esercizi commerciali. Ad esprimere la sua curiosità e volontà di avere uno strumento ed informazioni a supporto è stato Ulderico Carraturo, titolare della pasticceria Carraturo di Napoli, con oltre 180 anni di storia alle spalle. 

Lui, che racconta di avere fidelizzato clienti facendoli pagare con la vecchia valuta infracittadina “Napo”, ha posto una serie di stimolanti interrogativi agli studiosi per capire se e come i pagamenti in Criptovalute potrebbero essere adottati da lui e dai suoi colleghi commercianti e quali potrebbero essere i vantaggi per un’attività commerciale. 

A Coordinare i lavori e dare forma agli spunti forniti dai due rappresentanti del Comune e dei commercianti, c’è Felice Balsamo, coadiuvato da Mauro forte. 

Sono loro, sempre volontariamente, ad organizzare le giornate operative ed il metodo di lavoro. Consci delle potenziali lungaggini assembleari ma rispettosi del valore dello scambio democratico, gli incontri in Comune a Napoli hanno visto durante la mattina assemblee plenarie seguite da pomeriggi dove gli studiosi specializzati si sono poi divisi in 3 gruppi operativi per dare forma pratica alla vision condivisa e sintetizzata dai 3 filoni progettuali messi in campo.

Il lavoro di studio e analisi, anche questo totalmente volontario, continua poi sul web dove su piattaforme digitali i 195 studiosi stanno dando vita ai progetti nonostante il periodo festivo.

Obbiettivo: partire con i primi test sperimentali dei progetti già entro l’Autunno del 2018.

Vediamo ora nel concreto cosa sta accadendo all’interno dei sottogruppi operativi di lavoro.

 

  • PAGAMENTI IN CRIPTOVALUTE A PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E COMMERCIANTI

Il gruppo conta 55 studiosi.

Obbiettivo: creare un sistema non oneroso per il Comune di Napoli che possa fare da collante e facilitatore nella diffusione dei pagamenti in Criptovalute già esistenti negli oltre 70.000 esercizi commerciali dell’hinterland Partenopeo.

Perché un commerciante dovrebbe farsi pagare in Criptovalute? Il valore della diffusione delle Criptovalute è riconosciuto verso i turisti internazionali come moneta che non viene sottoposta a tassi di cambio per qualsiasi turista, indotto essenziale per Napoli. La convenienza puramente economica per un turista, se ben comunicata, è significativa.

Oggi le Criptovalute rappresentano un metodo alternativo di pagamento digitale e sono un asset posseduto già da migliaia di persone. Essere tra le prime città a svilupparne la possibilità di utilizzo rappresenta un notevole vantaggio competitivo.

Le Criptovalute rappresentano un modo nuovo di possedere i propri risparmi: un cambiamento colossale nel mondo del risparmio individuale. Danno al singolo la piena autorità sui propri risparmi, senza vincoli di riserva bancaria. Essere la prima città metropolitana (oggi solo piccolissime realtà lo hanno fatto) a creare un ecosistema commerciale su questo modo di pagare, può fare da volano per il business di tanti commercianti.

Cosa c’è oggi allo studio: il gruppo sta preparando materiali e documentazione da sottoporre a rappresentanti di commercianti e consulenti fiscali per formare e promuovere sull’adozione dei pagamenti in Criptovalute. 

Le ipotesi oggi al vaglio del gruppo sono quelle di lasciare al libero mercato hardware e software per la ricezione dei pagamenti, eventualmente con sistemi che riducano al massimo il rischio di cambio e le commissioni di gestione.

Le attività di marketing che il Comune dovrà mettere in campo, oltre ai contatti con le associazioni di categoria, riguarderanno operatori turistici, scali aerei e possibilità del singolo esercente di pubblicizzare il nuovo servizio di pagamento. Non da ultimo andrà prevista una formazione alla popolazione residente. 

Quali Criptovalute adottare? Accantonata per il momento l’idea di una ICO, il gruppo è al lavoro per capire quali e se altre Criptovalute oltre a Bitcoin possano essere accettate dal singolo esercente.

Pagamenti alla pubblica amministrazione: Con le stesse modalità dei singoli esercenti, il Comune di Napoli potrebbe riscuotere incassi in Criptovalute dai turisti di una delle sue tante attrazioni turistiche in fase di test. 

 

  • TRASPARENZA E DONAZIONI

30 studiosi al lavoro.

Obbiettivo: fornire sistemi alla pubblica amministrazione che possano essere utilizzati per rendere i processi più chiari e trasparenti. In questo modo si riducono i rischi, per esempio, dei finanziamenti erogati a soggetti non titolati.

Cosa c’è allo studio: la possibilità di implementare un sistema che renda trasparente l’accesso ai servizi di supporto scolastici, nel pieno rispetto della normativa sulla privacy. 

Il gruppo sta lavorando alla scelta di un sistema sicuro per il processo dei dati e ad un inquadramento normativo che rispetti le normative vigenti.

Sulle donazioni il gruppo integrerà gli sviluppi del test sui pagamenti, verificando l’applicabilità legale al contesto normativo Comunale. 

 

  • VOTAZIONI

18 gli studiosi del gruppo.

Obbiettivo: sviluppare nuovi sistemi di votazione elettronica su smart contract o altre tecnologie distribuite. Superati i costi iniziali, nel lungo periodo il voto elettronico può portare ad un risparmio diretto per la pubbliche amministrazione. 

Cosa c’è allo studio: modalità di voto elettronico e sistemi che diano all’ente pubblico una garanzia super-partes di affidabilità del dato. Il voto elettronico può essere testato in piccole consultazioni all’interno del Comune. 

 

PERCHE’ L’ESCLUSIONE DI UNA NUOVA ICO

La creazione di ICO o valute virtuali di nascita del Comune di Napoli sono state un elemento di considerazione in fase di lancio del gruppo di studio. Alcuni studiosi più convinti di altri hanno portato le ragioni per la creazione di una valuta digitale Napoletana, più volte facendo riferimento al Napo, vecchio circuito di credito infracittadino.

Durante le Assemblee dei singoli gruppi di studio, tuttavia, sono emerse numerose criticità e vuoti normativi in merito. Tanto che, visto il coinvolgimento di un’istituzione e le difficoltà di muovere le macchine amministrative, è stato deciso di sospendere in questa prima fase l’ipotesi per concentrarsi all’applicazione pratica di sistemi e Criptovalute esistenti. 

 

CHI SONO I PARTECIPANTI

Gli studiosi di  “Blockchain Napoli” sono in gran parte uomini, nonostante il notevole apporto di alcune donne ai lavori.

Foto del gruppo Blockchain Napoli all’interno della Sala Giunta del Comune

Gran parte del gruppo fa parte dei Millennials, a rappresentare anche chi nel mondo maggiormente oggi detiene Criptovalute. Non mancano comunque persone nate prima di questa fascia di età, dagli esperti informatici a professionisti e commercianti, che forniscono un necessario contributo d’esperienza.

Provengono in gran parte da ogni angolo della Campania. Una piccola percentuale è invece residente in altre regioni d’Italia. Da Milano fino alla Sicilia.

Gli studiosi sono in gran parte giuristi e facenti parte del sistema dell’Istruzione Italiana come ricercatori o professori. Vi sono poi esperti informatici, sviluppatori e commercianti. 

 

LE PARTICOLARITA’

Il sistema della chiamata pubblica per trovare gli studiosi, che non ha costi per la macchina comunale, ma d’altra parte permette un accesso senza selezioni particolari, ha funzionato? In questo caso si.

Molti dei volontari sono tra i pioneri di Blockchain e Criptovalute in Italia. Tanti sono membri di organizzazioni, associazioni e aziende che promuovono e lavorano quotidianamente con blockchain e Criptovalute. L’idea di partecipare ad un progetto dall’alto valore simbolico per un Paese intero, ovvero quello di portare le Criptovalute ed i sistemi distribuiti in un ente pubblico di una città Metropolitana, hanno prevalso sui singoli interessi aziendali e di privati che sarebbero potuti emergere.

Pizza, caffè e clima umano di Napoli hanno reso tutto il senso di un lavoro che guarda allo sviluppo tecnologico oggi di Napoli e domani dell’intero Paese nei prossimi 30 anni almeno. La voglia di esserci, dare il proprio contributo e mettere la propria esperienza in gioco in un momento cruciale per un’importante amministrazione pubblica Italiana è un fattore chiave per il successo di questo lungimirante esperimento Partenopeo. 

 

 

 

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