Mercato Cripto in rosso: in realtà splende il sole

Le parole che vi scrivo sono quelle di cui è possibile un giorno doversi pentire amaramente. Ma se le Criptovalute stanno calando vorticosamente è ora che la stampa Italiana e mondiale inizi a studiarle davvero, queste Criptovalute. E, soprattutto, bisogna capire che questo calo in fin dei conti è fisiologico e sarà un bene per tutto il sistema.

I motivi di una settimana da conti dimezzati li potete leggere negli articoli pubblicati su Italia Criptovalute, e sono semplici quanto grandiosi.

Il primo è la congestione tecnica, sempre più traffico negli exchange che impedisce la registrazione di nuovi utenti. Se oggi l’1% della popolazione mondiale possiede un portafoglio in Criptovalute, tantissimi altri milioni non possono avere un portafoglio anche se volessero per l’estrema difficoltà tecnica di accesso alle piattaforme che sono in tilt.

Inoltre, quando Corea, Cina e Canada si muovono in pompa magna per provare a dare un indirizzo a questo mercato, è inevitabile che qualcuno si faccia i conti in tasca e provi ad uscire dal business prima che una naturale richiesta di minima traccia delle identità degli utenti diventi obbligatoria. Probabilmente, l’operazione governativa di massa servirà a sfoltire una parte di quel mondo illegale che sta dietro ad alcune Criptovalute. 

Terzo punto, evergreen, la moltiplicazione delle Criptovalute fa si che eccellenti progetti imprenditoriali vengano assimilati a SCAM e che vere e proprie truffe o scherzi diventino investimenti di grido. E’ il grande problema delle ICO, che sono letteralmente esplose da poche centinaia ad oltre 5.000 nel 2017.

Continuano, poi, le solite quotidianità in un mondo ancora gracile, imperfetto e vittima degli squali: exchange costretti a chiudere, qualche conto hackerato e furti di centinaia di migliaia di Criptovalute.

A tutto ciò aggiungete una dose pazzesca di influenza della rete sul mercato. Come già dimostrato, il tasso di incidenza dei social media sull’andamento delle Criptovalute è altissimo. Allo scatenarsi del panico sulla rete, segue uno sciame di pessimismo (o di ottimismo nelle fasi di euforia) che pochissimi altri mercati al mondo hanno conosciuto. Trascinando in profondo rosso il valore di un progetto per un Tweet, magari di uno che dice in rete di avere un amico che ha un cugino che lavora per la Criptovaluta XYZ.

Lo ricordate il maggio 2017, quando tutto sembrava morto? Beh, forse ci risiamo, ma con un mercato molto più grande la valorizzazione che si perde è numericamente molto maggiore e desta più scalpore.

Bene. Questi sono i motivi del crollo, per i quali vi consiglio sempre il solito CriptoZenismo che molti di voi maneggiatori di Criptovalute da almeno 6 mesi conoscono bene.

Quello che voglio dirvi però, in questo caso, è che pur nelle montagne russe, c’è di che stare tranquilli per pochi, semplici motivi:

  • L’attenzione degli stati nazionali alle Criptovalute è ormai un fatto oggettivo, il che vuol dire che sono un fenomeno ormai troppo importante per essere semplicemente “depennato” dalla vita finanziaria comune. Possono permettersi gli stati nazionali di cancellare lo sviluppo tecnologico? No, ma di regolarlo si. E stanno iniziando a farlo. Le false notizie di bandi alle Criptovalute che spesso si diffondono non sono altro che tentativi di maggiore verifica e tutela degli utenti in questo mondo, ad eccezione di pochi casi. I Governi hanno capito che le Criptovalute sono una tecnologia che porterà benefici nel futuro, e questo aiuterà la loro diffusione.
  • Gli stop tecnici di tanti exchange e l’interessamento di grandi istituzioni ed aziende ai sistemi tecnici per la gestione e le transazioni in Criptovalute ci dicono che le Criptovalute stanno entrando anche nella dialettica comune e nei piani di sviluppo delle grandi industrie tecnologiche ed informatiche, aldilà delle boutade marchettare sull’interimento del termine “blockchain” nella denominazione di un’azienda. Con buona pace di complottisti italioti antibanche, antieuro ed antitasse, le Criptovalute inizieranno ad essere appannaggio di grandi aziende internazionali.

Una tecnologia che permette transazioni veloci, registrazioni scritte “per sempre” su una algoritmo senza interventi esterni o intermediazioni costose e lente, eliminazione di passaggi ed inutili burocratizzazioni nell’intermediazione finanziaria è lo sviluppo ed il progresso che le Criptovalute porteranno nei prossimi decenni.

Questo è il momento in cui la tecnologia sta diventando dirompente, la curva ad S sta per prendere il volo e qualche correzione più rossa delle altre non deve farci paura.

L’ideatore di Italia Criptovalute

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Italia Criptovalute non fornisce solleciti all’investimento e sconsiglia di investire in Criptovalute il proprio capitale in percentuali consistenti. E’ alto il rischio di perdere tutto il capitale investito senza possibilità di riaverlo.

 

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