Maduro: il Venezuela distrutto e la bufala del Petro

Nell’Ottobre 2018 non avevamo scritto una guida al Petro Coin, ma una guida “agli annunci di Maduro” sul Petro Coin. Proprio così, perché la pantomima era iniziata a Dicembre 2017 e stava diventando ormai troppo lunga. E si è dimostrata solo una grande sceneggiata, quella di voler fare del Venezuela il primo Stato al mondo ad adottare una Criptovaluta come forma di denaro circolante.

Negli ultimi 2 anni l’inflazione del Venezuela è schizzata alle stelle (oltre il 1000% nel 2017), ed il Paese si è ridotto al collasso. Scene di povertà sono state e vengono tuttora raccontate dai cronisti di tutto il mondo a Caracas, la capitale, come nelle altre città del Paese centroamericano conosciuto per avere giacimenti di petrolio molto consistenti.

Dopo mesi e mesi passati in una crisi devastante e durissima, sfociata in sanguinosi scontri in piazza gestiti con una repressione che ha creato decine di vittime, a Gennaio 2019 il 35enne Juan Guaidò si è autoproclamato il nuovo Presidente Venezuelano di fronte alle folle che protestavano in piazza.

Nicolas Maduro, erede politico di Hugo Chavez, sta cercando in questi giorni di gestire la situazione caotica che si è venuta a creare con questa autoproclamazione di un nuovo giovane presidente, tentando con ogni mezzo di rimanere saldamente al potere.

In un caos che ormai è diventato di portata internazionale e sta ricevendo le attenzioni di Russia, Cina, USA ed Unione Europea, il tentativo di Maduro di lanciare nel Venezuela la prima vera criptovaluta di stato al mondo si è rivelato quello che molti temevano: fuffa.

La storia del Petro Coin l’avevamo raccontata in questo articolo , ed assomiglia a quella di molte altre Cripto nate in questi anni. In sintesi, il Governo Maduro voleva fungere da emettitore di una nuova Criptovaluta tramite un’operazione di lancio simile alle Initial Coin Offering. Valuta che avrebbe mantenuto, dopo il suo lancio, un valore bilanciato ponderato in base al prezzo delle materie prime (petrolio e non solo, di cui il Venezuela è ricco). Questa sorta di quasi-stable coin sarebbe dovuta diventare una nuova valuta in grado di rispondere alla crisi iperinflazionistica del Bolivar Venezuelano che si stava svalutando in maniera impressionante. Inoltre, il Governo aveva promesso la nascita di un rigoglioso sistema di studi e università statali legate al mondo blockchain per promuovere lo sviluppo e la diffusione nella società dei pagamenti in criptovalute.

Un sogno. Nulla più.

Il sito del Governo sulla Criptovaluta Petro Coin è il medesimo di alcuni mesi fa, grafiche semplici e piuttosto banali, un whitepaper e la sola aggiunta di presunte quotazioni nei confronti di Euro, Dollaro, Rublo e Yuan. Presunte perché il citato Petro oggi è come un fantasma: da qualche esponente Venezuelano viene bandito come moneta già in grado di circolare e di essere scambiata con altre valute nazionali. Dall’altra, non si ha traccia di una sua presenza in alcun exchange mondiale né tantomeno nella vita di tutti i giorni.

Molto interessante, sul campo, il report del giornalista Brian Ellsworth che ha pubblicato ad Agosto 2018 su Reuters un reportage su una delle cittadine che dovevano essere pioniere nella diffusione del Petro Coin nella vita quotidiana. Ad Atapirire, piccolo centro di estrazione petrolifera, nonostante la pubblicità nessuno era davvero in possesso di Petro Coin. Molti esercizi commerciali non sapevano nemmeno come accettarlo. L’unico che ha dichiarato nell’intervista alla Reuters di avere effettivamente in suo possesso dei Petro era un rappresentante Governativo. Mistero.

Da diversi mesi, inoltre, erano gli stessi cittadini Venezuelani su internet a gridare allo scandalo verso il Petro. Loro, che dei suoi privilegi avrebbero dovuto goderne in maniera vitale, erano attivi su internet commentando su siti specializzati e social che quel tentativo era soltanto fumo negli occhi. Particolarmente interessante, per chi vuole leggerlo, il commentario a questa presentazione del Petro su Foundico. I commenti negativi dei Venezuelani e la richiesta di aiuto oltre la messa in scena rappresentata da quella crypto si contano a centinaia.

Ora che la situazione insostenibile negli ultimi due anni è sfociata nel caos con un interessamento pare più serio della comunità internazionale, è certo che la favola del Petro Coin era tutta una finzione.

Mai realizzato e inutile. Una pantomima di Stato, con la quale un dittatore ha voluto prendere in giro l’ennesima volta il suo popolo ridotto alla fame.

Rispondi