La verità è che fa male: le Criptovalute tornano a Novembre ’17

Stavolta è dura, durissima. Il rosso della capitalizzazione delle Criptovalute è dei più nefasti, e dalla rabbia si è passati alla rassegnazione. Gruppi social molto più silenziosi di qualche mese fa, giornali che parlano poco, ricerche su Google Trends colate a picco. A latitare sono i volumi, ridottissimi nelle AltCoin, più che i quantitativi di scambi che permangono significativi nelle prime 5 Criptovalute (Bitcoin, Ethereum, Ripple, Bitcoin Cash).

Quando scriviamo questo post la capitalizzazione totale delle Criptovalute è tornata sotto i 304 Miliardi di Dollari. Ai livelli di Novembre 2017.

 

Grafico di Coinmarketcap che indica la capitalizzazione di mercato totale delle Criptovalute.

I motivi principali del crollo sono variegati, ed ognuno, come ogni volta, merita un approfondimento a parte:

  • FUD da parte di istituzioni che cercano di arginare l’espandersi delle Criptovalute
  • Furti e malfunzionamenti degli exchange
  • Grandi media che diffondono notizie poco edificanti sull’andamento delle Criptovalute
  • Fees in abbassamento ma ancora alte
  • Difficoltà a far capire alle istituzioni politiche come funzionano le Criptovalute
  • I principali controllori del web, Google e Facebook, hanno dichiarato guerra aperta alle Criptovalute

Ciò che tuttavia non si arresta, nel mondo delle Criptovalute, è un certo fermento trasversale tra le nazioni che abbraccia qualcosa di più profondo del valore finanziario dei token scambiati. La filosofia di una tecnologia innovativa e potenzialmente rivoluzionaria.

Continuano infatti a sorgere nuove ICO, le principali Criptovalute continuano a sviluppare le loro tecnologie e sempre di più le grandi aziende dimostrano attenzione a questo tipo di pagamenti (in ordine di tempo, l’ultima è la celebre Playboy che accetta Bitcoin in pagamento per i suoi servizi). 

Se da una parte dunque mancano gli investitori e la grande voce contraria dei media ha fatto scappare migliaia di utenti presi dal panico per il crollo, la viralità delle Criptovalute nel mondo del business continua imperterrita la sua crescita (soprattutto tra i nuovi business).

In uno scenario terrificante per chi è entrato nel settore a solo scopo finanziario da Settembre 2017 in poi, il fatto che molte aziende al mondo stiano continuando a tessere la tela delle Criptovalute e della Blockchain (vedi Carrefour), significa che forse si tratta solo di attendere che cambi il vento.

E’ come se il sistema si stesse preparando per un nuovo vento favorevole, stavolta facendosi trovare pronto a “reggere” la celebrità. Coinbase ha programmato di assumere ben 500 persone in pochi mesi ed altri exchange si stanno attrezzando per non farsi trovare impreparati come a Dicembre, dove non accettavano nuovi utenti e le fees erano schizzate alle stelle perché non riuscivano a reggere il peso dei troppi nuovi utenti.

Forse siamo troppo ottimisti in una fase finanziariamente troppo pesante, ma ancora una volta se l’attenzione dei media si concentra sui valori finanziari, è evidente che c’è molto altro rispetto a questo che si sta muovendo. E la prossima volta che l’opinione pubblica dovesse trovare interesse positivo nelle Criptovalute, potrebbe trovare sorprese e servizi molto migliori di quelli che si era trovata a fine 2017.

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