La prossime elezioni Italiane su Blockchain

L’AGI, Agenzia di Stampa Italiana, ha pubblicato il 20 gennaio una nota nella quale si spiega come il Governo ed in particolare i rappresentanti del Movimento 5 Stelle abbia in mente l’introduzione del voto elettronico nelle elezioni Italiane.

Il test, con qualche difficoltà, era già stato fatto alle scorse elezioni regionali lombarde, ma questa volta il sistema allo studio è diverso. Per l’esecuzione del voto e la garanzia di trasparenza verrebbe utilizzato un sistema blockchain collegato alle carte di identità elettroniche, in grado di garantire il massimo anonimato.

Dalle indiscrezioni di stampa è facile capire come sarà questo uno dei primi temi da affrontare per il tavolo su Blockchain del Ministero dello Sviluppo Economico che si riunirà per la prima volta il prossimo 30 Gennaio.

Il percorso per le elezioni elettroniche (modalità già attiva in Norvegia ed Estonia con diverse modalità) è stato avviato dalla proposta di legge approvata alla Camera l’11 Ottobre 2018 a firma della deputata Nesci del Movimento 5 Stelle. La proposta, non ancora finalizzata con passaggio al Senato, prevede numerose novità sulla trasparenza delle elezioni tra cui la possibilità per studenti ed altre personalmente fuori dal Comune di residenza di poter comunque votare senza obbligo di rientro. Il sistema dovrebbe permettere una diminuzione dell’astensionismo da parte di chi non ha possibilità di recarsi ai seggi.

COME FUNZIONA IL VOTO CON BLOCKCHAIN?

Tecnicamente per votare con blockchain, aldilà dei sistemi hardware da acquistare, il sistema funzionerebbe più o meno così: esiste un registro pubblico immutabile in cui viene certificata l’avvenuta votazione da parte del singolo cittadino. Solo il singolo cittadino detiene la chiave criptata che associa la sua persona al voto per un determinato partito.

Tutto molto semplice (se non si è chiaro come funziona, scrivici a info@italiacriptovalute.it), ma alcuni detrattori pongono interrogativi leciti in merito all’utilizzo dei sistemi blockchain per le votazioni.

In particolare tutti i problemi sono legati alla verificabilità del voto ed all’annoso problema del voto di scambio. Da una parte infatti alcuni non trovano corretto fidarsi ciecamente di un sistema informatico, in quanto una sua possibile alterazione è gestita da pochi esperti e difficilmente comprensibile da comuni cittadini (anche se pure nelle elezioni comune dobbiamo fidarci di Presidenti e Scrutatori di seggio).

Pertanto viene proposta la verificabilità postuma del voto: da un suo account criptato il cittadino riesce a verificare che il suo voto sia andato a buon fine e per quale partito.

Questa verificabilità, tuttavia, esporrebbe a forti problemi di voto di scambio: sarebbe molto semplice per un mafioso verificare in maniera postuma il voto di un cittadino e riconoscergli illecitamente denaro per il suo voto.

A questi problemi dovrà andare incontro e cercare di trovare una soluzione il Governo. Se da una parte l’obbiettivo di raggiungere un calo dell’astensione è sacrosanto, costi hardware e gestione del possibile voto di scambio sono problemi non indifferenti a cui trovare soluzione.

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