La debolezza dei fork

Perchè i fork sono una prova di debolezza di Bitcoin e delle Criptovalute

 

Domani Zio Fernando decide di creare una società finanziaria per la concessione di prestiti. Per farlo raduna tutti i suoi amici del paese (San Girolamo in Cannuzzo, 2780 abitanti) e chiede a molti di loro di convincere l’unico sportello bancario esistente, il Credito Cooperativo di Cannastorta, a concedergli la propria sede per avviare un’attività di credito, utilizzando i soldi della banca stessa, ma per un’attività finanziaria che non c’entra nulla con la banca.
Ipotizziamo che 1988 suoi compaesani lo sostengono nell’impresa, e alla fine la filiale di banca si trova costretta ad accettare l’apertura della Finanziaria Uncle Ferdy all’interno del proprio stabile e dando la disponibilità dei propri soldi, ma senza la propria volontà. Le due attività inizieranno, semplicemente a coesistere.

I fork nel mondo delle criptovalute sono la creazione di nuova criptovaluta tramite il processo di autogenesi da una moneta virtuale già esistente.
Ad oggi sono conosciuti principalmente per avere come valuta madre il Bitcoin. Il più conosciuto ha portato, il 1 Agosto 2017 a creare Bitcoin Cash, con l’evidenza che da quel giorno chiunque possedesse Bitcoin nel proprio wallet (a parte poche eccezioni) si è ritrovato anche il medesimo quantitativo in Bitcoin Cash, i quali naturalmente hanno poi goduto di vita propria in un loro mercato. Il 25 Ottobre arriverà Bitcoin Gold.

Questi fork spesso nascono da un numero esiguo di individui per la maggior parte sconosciuti o conosciuti solo per pseudonimi, che per fini molto spesso speculativi, utilizzano il Bitcoin, la più solida, longeva e robusta tra le (poco robuste) Criptovalute, per dare vita a nuove criptovalute senza la necessità di una cosiddetta ICO.

Questo sistema, a detta di molti puristi del Bitcoin, non fa altro che “rafforzare” il Bitcoin nella misura in cui la nuova Criptovaluta sul mercato non riesce nemmeno lontanamente ad eguagliare le performance di Bitcoin ma si dimostra per quello che era: una mera operazione speculativa.

Hanno ragione, i nostri amici bitcoiners? In parte. Perché se il mondo delle Criptovalute vuole smetterla di ridersela e cantarsela in modo autoreferenziale, e diventare credibile alle decine di migliaia di persone al mondo che ogni giorno provano il loro primo acquisto di criptovaluta, i fork rappresenteranno un problema. Spiegateglielo voi ad un artigiano che ancora crede nei “soldi sotto al materasso” e non ha mai fatto un bonifico online, che una valuta che si scambia solo con uno smartphone è seria e credibile, se ogni 3-4 mesi qualcuno più generarne una nuova e “duplicarla”. Certo, anche l’artigiano può vedersi l’equivalente in nuova valuta nel portafoglio, ma siamo certi che nel suo concetto di risparmio rientri la possibilità di duplicazione incontrollata? Siamo certi che la casalinga di Voghera non abbia paura di una volatilità estrema condizionata dai fork e dagli annunci sui fork? Probabilmente lei non saprà nemmeno cos’è il fork, ma se gli spieghiamo che 1000 Euro in poche ore diventano 650 perché qualcuno ha detto che tenterà di creare una nuova moneta da quella che ha lei nel portafoglio, beh, allora la casalinga sarà pronta a lanciare la sua migliore crostata contro chiunque le abbia consigliato di utilizzare Criptovalute. E non ne vorrà sapere. Mai più.

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