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Raccontiamo il progresso di blockchain, tecnologie distribuite e criptovalute.

La blockchain entra nel contratto di Governo Lega M5S

La blockchain entra nelle 57 pagine di contratto di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, come possibile soluzione a Monte dei Paschi.

Abbiamo esaminato il paragrafo della versione definitiva del contratto di Governo tra Lega e Movimento 5 Stelle. A pagina 15, sotto il capitolo “Tutela del risparmio“, appare questo testo dove si cita blockchain:

“Il sistema del “bail in” bancario ha provocato la destabilizzazione del credito in Italia con conseguenze negative per le famiglie, che si sono viste espropriare i propri risparmi che supponevano essere investiti in attività sicure. Occorre rivedere radicalmente tali disposizioni per una maggior tutela del risparmio degli italiani secondo quanto afferma la Costituzione. In particolar modo, è necessario responsabilizzare maggiormente sia il management che le autorità di controllo in quanto primi responsabili di eventuali dissesti, anche attraverso l’inasprimento delle pene esistenti per fallimenti dolosi. Per far fronte al risarcimento dei risparmiatori “espropriati” si prevede anche l’utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti. La platea dei risparmiatori che hanno diritto a un risarcimento, anche parziale, deve essere allargata anche ai piccoli azionisti delle banche oggetto di risoluzione. Occorre ridiscutere i parametri dei protocolli di rating di Basilea che ad oggi creano grave pregiudizio alla sopravvivenza e allo sviluppo del tessuto della micro impresa italiana. Inoltre, con riferimento alla banca Monte dei Paschi, lo Stato azionista deve provvedere alla ridefinizione della mission e degli obiettivi dell’istituto di credito in un’ottica di servizio. Sempre a tutela del risparmio e del credito, bisogna andare verso un sistema in cui la banca di credito al pubblico e la banca d’investimento siano separate sia per quanto riguarda la loro tipologia di attività sia per quanto riguarda i livelli di sorveglianza. In materia di recupero forzato dei crediti da parte di banche e società finanziarie, intendiamo sopprimere qualunque norma che consenta di poter agire nei confronti dei cittadini debitori senza la preventiva autorizzazione dell’autorità giudiziaria. Occorre investire per sviluppare l’innovazione tecnologica nella fornitura di servizi e prodotti finanziari (blockchain e FinTech), anche al fine di garantire una maggiore trasparenza nelle transazioni finanziarie“.

Nello stesso vituperato paragrafo dove si cita il Monte dei Paschi di Siena quale esempio di banca in cui lo Stato azionista dovrebbe avere poteri di Governance maggiori a quelli che attualmente esercita, blockchain e fintech vengono nominati come possibile moderna soluzione alla crisi della banche nazionali.  

La stampa Italiana si è tuttavia fermata ai primi paragrafi di un punto del programma che presentava richiami importanti al progresso nel mondo delle tecnologia, dimostrando scarso interesse nella blockchain e sistemi distribuiti. 

Da un’analisi del testo appare chiaro che la citazione è quasi certamente di matrice grillina. L’ex capo politico del movimento, Beppe Grillo, come abbiamo più volte citato (in questo articolo di Novembre o in quest’altro più recente), non ha mai fatto mistero di nutrire interesse per la blockchain. Pur dimostrando di non avere elementi tecnici per andarne a fondo nei contenuti, Grillo è apparso mosso soprattutto dal fascino della possibilità di dare meno credito alle istituzioni bancarie nella vita finanziaria dei semplici cittadini.

Citando in modo improprio la blockchain come panacea di tutti i mali, il Movimento 5 Stelle da tempo si pone tra i principali partiti Italiani come l’unico soggetto ad avere un dichiarato interesse per blockchain (e, crediamo, sistemi di tecnologie distribuite). 

Le parole blockchain e fintech, che stanno ad indicare due mondi decisamente diversi anche se in parte coincidenti, paiono inserite nelle 57 pagine del contratto con un piccolo sforzo ed in maniera non troppo organica. Certamente, l’operazione politica è strategica. I Millennials sono i principali possessori di Criptovalute nel mondo, nonché la fascia d’età con la maggioranza di votanti per i 5 Stelle in Italia.

L’operazione di marketing politico è di sicuro richiamo, in un panorama molto poco avanzato per i sistemi distribuiti in Italia. Certamente, la blockchain non sono le Criptovalute né i sistemi distribuiti in genere. In attesa dell’operatività del primo Governo Lega-5 Stelle dove capiremo se l’operazione era solamente uno specchietto per le allodole, avremo modo di capire anche in quale campo esattamente si muoverà il Governo riguardo a sistemi distribuiti, criptovalute o blockchain. 

La community del mondo delle Criptovalute, aldilà delle imprecisione, attende con ansia eventuali mosse da parte delle istituzioni su un tema caldo per tanti altri Paesi tra i più tecnologicamente avanzati al mondo. 

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