Italiani e Criptovalute: consigli tra fake news e traduzioni esilaranti

Le Criptovalute sembrano fare un timido passo in avanti, supportate anche dal fatto che sono stati scontati mesi in cui subivano una pioggia di colpi bassi da qualsiasi autorità politica o finanziaria nel mondo.

Ora che il mondo è occupato a salvare altro, come la Siria o gli scioperi di Macron in Francia, le Criptovalute riprendono lentamente la loro marcia riuscendo a calmare il tam tam negativo sui social nei loro confronti.

E in Italia? Beh, da noi resta un caro vecchio terribile vizio. Quello di fare come Totò alla fontana di Trevi: vendere fumo. O anche sogni di “vincite alla lotteria”. Questo è ciò che sta accadendo nel mondo dell’informazione sulle Criptovalute. Fake News e copia e incolla strampalati sono ormai la regola nella rete Italiana che si occupa, spesso a livello amatoriale, di Criptovalute.

Di seguito vi mostriamo 3 tra i più comuni casi di articoli copiati o proposte troppo allettanti per essere vere nel mondo delle Crypto, con suggerimenti di come comportarsi quando li trovate. Purtroppo il mercato Italiano delle Criptovalute è spesso raccontato da voci di dubbia serietà e provenienza, che rischiano di minarne seriamente l’immagine e dunque frenarne lo sviluppo. Anche noi più volte siamo stati tentati dal “fare massa” di articoli per incassare da Google, ma abbiamo scelto di preferire il nostro impegno (che a volte comporta errori) alla semplice traduzione del lavoro di altri, anche quando si tratta di riportare informazioni già riprese da tantissimi altri sul web.

Conoscere i rischi è utile (ed a volte divertente) per poter entrare in questo mondo con la maggiore consapevolezza possibile.

Ecco alcuni casi tra i più comuni di blog-civetta o informazioni truffaldine fornite nei canali web che parlano di Criptovalute in Italia e cosa fare quando ci incappate.

  • CASO 1 – LE PENE DI GOOGLE TRANSLATE

Il 14 Aprile notiamo nel gruppo Facebook non ufficiale di una nota Criptovaluta, sezione Italia, questo post:

 

 

Incuriositi dal titolo, andiamo a leggerci il post su Facebook. 

Siamo davvero sicuri del termine sicurezza (errata traduzione di security) e che davvero Cory Johnson voglia “mettere a letto” delle voci? Siamo andati ad indagare sul web ed abbiamo scoperto che l’articolo in Italiano corrisponde alla traduzione effettuata con un noto traduttore online di questo articolo, pubblicato su ripplenews.tech

Che fare? Questo è un caso di sito (di cui non pubblichiamo il nome per evitare qualsiasi ripercussione) che fa semplici copia-incolla integrali di articoli dall’Inglese all’Italiano. Senza citare la fonte.

Non sta a noi dare giudizi, certamente alla base di una buona conoscenza della materia vi è sempre la citazione delle fonti o, quantomeno, il buon gusto di tradurre correttamente i testi. E’ davvero opportuno prendere come riferimento siti che puntano ad produrre una “massa” di informazioni pur di fare più visualizzazioni? Secondo noi, no. Ci sono altri siti Italiani in grado di darvi informazioni corrette se non conoscete l’inglese. Probabilmente questo blog vive di click-biting, ovvero guadagna dal suo posizionamento online su un tema caldo come le criptovalute, e cerca di “fare massa” copiando e incollando (dopo averli tradotti) quanti più articoli possibile presi dal web. Diffidate. 

 

  • CASO 2 – ANSIA DA PRESTAZIONE O GOOGLE TRANSLATE?

Sull’onda del caso 1, vi proponiamo un altro grande classico dei blog di Criptovalute all’Italiana. 

Abbiamo tentennato un po’: l’articolo, peraltro non molto lungo, sembra scritto in un Italiano forbito nei suoi primi paragrafi e non presenta grossolani errori. Salvo, talvolta, qualche raro strafalcione. Arrivando verso la fine, tuttavia, gli strafalcioni aumentano, e con loro le evidenti traduzioni errate. Questo il testo che ci ha sorpresi:

I dubbi che “lo scambio” possa essere un “exchange” ci vengono tutti, ma certo non possiamo pienamente fugarli. Certo è che l’articolo risulta scritto in parte bene, in parte con possibili errate traduzioni dall’inglese.

Cosa fare? Prendere in simpatia chi utilizza un italiano stentato o chi tenta di tradurre in tutta fretta quante più cose possibile prima di pubblicare quanti più articoli possibile per fare massa (e quindi visualizzazioni, e quindi soldi). 

Apprezziamo lo sforzo di tentare di correggere il resto dell’articolo. Diffidate e smettete di visualizzare questo sito, pur apprezzando lo “sforzo”.

 

  • CASO 3

Su uno dei tanti gruppi non ufficiali di una delle principali Criptovalute Italiane, al risvegliarsi di un minimo di interesse sulle Criptovalute, nelle ultime ore sono piovuti una marea di annunci di “guadagno facile” soprattutto tramite Bitcoin. Gli annunci, provenienti da profili non sempre verificati o verificabili, sono allettanti quanto, a volte, del tutto folkloristici.

Ve ne pubblichiamo uno tra i più simpatici, in cui ancora l’Italiano stenta a fare breccia dalle aride dune del deserto del Sahara.

 

Post come questo spuntano come funghi appena vi è un ritorno di interesse sulla materia. Cosa ci sia dietro non è dato saperlo, ma è lecito pensare che se ci fosse un metodo facile per guadagnare in 24 ore 3 Bitcoin sarebbero in moltissimi a farlo già.

Per i nuovi arrivati, questo genere di specchietti per le allodole è tra i più gravi rischi che si possano correre.

Post come questo sono le bestie nere dei gestori dei gruppi social. Anche i canali di Italia Criptovalute non sono indenni da spam di questo genere, che ci ostiniamo quotidianamente a bannare. 

Cosa fare? Non rispondete assolutamente a questi annunci. Se possibile, segnalateli. Sono pericolosissimi per le tasche vostre e degli altri, in quanto vendono prodotti finanziari assolutamente non chiari!

 

Questi 3 esempi, riprodotti nelle forme e nei metodi più svariati, rappresentano un modo in cui in Italia si parla di Criptovalute sul web, dal quale stare più alla larga possibile.

Infine, vi ricordiamo sempre di verificare che dove comprate Criptovalute non vi stiano vendendo dei CFD di Criptovalute. I CFD rappresentano un modo di guadagnare dall’andamento dei prezzi delle Criptovalute senza possederle realmente! Non sono illegali, ma uno strumento adatto ai trader più esperti, che spesso viene pubblicizzato online assieme alle opzioni binarie. Per sapere come comportarsi, leggi il nostro articolo in merito!

 

 

 

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