Intervista – Sviluppatori Italiani sognano di far guadagnare giocando

Le stranezze, nel mondo in continuo movimento delle Criptovalute, si sa che non finisco mai. E per ogni AltCoin che muore (ed almeno la metà muore come truffa o progetto semplicemente fallito), due ne nascono.

Il nostro viaggio nelle stranezze di chi pensa con le AltCoin di poter dire qualcosa creandosi da zero un token, oppure diventare milionario in modo facile (cosa pressoché impossibile), prosegue con un’eccentricità ancora una volta Made in Italy: DIRA.

Abbiamo contattato il team di questa Criptovaluta che si pone come obbiettivo quello di entrare nel mercato degli sviluppatori soprattutto di giochi online, e permette di guadagnare token “giocando”.

Il progetto ci ha incuriosito, ed abbiamo voluto vederci chiaro.

Abbiamo contattato il team, che ha accettato di risponderci via mail e di seguito pubblichiamo le loro risposte. Ci restano da capire i motivi di un’assoluta privacy da questi richiesta e la volontà di rimanere totalmente anonimi. Ad oggi si dichiarano sviluppatori di DIRA per passione e desiderosi di poter avere più tempo da investirci. Non conoscendo le loro identità, ci resta il dubbio di cosa possa celarsi dietro questo progetto. L’ennesimo progetto destinato al fallimento? Almeno stavolta l’auspicio pare quello di non fare perdere soldi a nessuno.

 

  • Iniziamo dai fondamentali: come e a chi può venire in mente l’idea di una Criptovaluta basata sulla risoluzione di giochi di logica? Idea di business o semplice passatempo?

 

 E’ importante intanto dire che in realtà DIRA non è basata soltanto sul BrainMining, nonostante esso ne rappresenti certo l’aspetto più innovativo e peculiare. Attualmente è possibile ottenere DIRA anche giocando ai giochi presenti sul sito o utilizzando il WebMiner che simula un classico “mining”. Per rispondere alla domanda, l’idea è nata come risposta all’esagerato spreco di risorse dedicate al mining. Prima di avviare il progetto DIRA, per mesi abbiamo assistito a notizie riguardanti il mercato delle schede video, all’incessante lievitare dei prezzi delle poche rimaste sul mercato ed all’esponenziale aumento dei “minatori” in cerca di fortune. Se pensiamo al costo medio di una scheda video di fascia consumer che possa rendere il mining profittabile, ci rendiamo conto quanto sia non indifferente la cifra da dover investire per rendere quest’attività realmente proficua, per non parlare del consumo elettrico e di quanto questo incida negativamente a livello ambientale. Non credevamo e non crediamo tutt’ora che sia nelle nostre capacità cambiare questo trend, ma volevamo comunque provare a creare un’alternativa. Non che pensiamo il mining non debba esserci (abbiamo implementato anche un classico WebMiner proprio per offrire un’alternativa al BrainMining e ai giochi), solo pensiamo che possa essere almeno bilanciato da altri metodi più efficienti, economici e perchè no, anche più divertenti. Un altro obiettivo fondamentale era creare qualcosa che potesse essere facilmente accessibile anche a chi non possedesse i mezzi per l’acquisto di hardware da dedicare al mining. Per come la vediamo, se decentralizzazione deve essere, allora anche il “potere d’acquisto” deve esserlo. Dare la possibilità a chi ha almeno il “tempo” da dedicare al BrainMining è un espediente per contrastare la centralizzazione. Utopia? Può darsi.

 

  • Perché avete scelto NXT? Non credete che oltre Bitcoin ed Ethereum il mondo delle Criptovalute rischi di essere troppo frammentato?

 

Perchè è una piattaforma molto completa, se non la più completa in assoluto. Non è una semplice criptovaluta, ma è una intera piattaforma che consente l’implementazione di svariate funzioni: messaggistica, sistema di votazione, data cloud, asset, monetary exchange. E’ molto sottovalutata e poco conosciuta ancora, probabilmente a causa del fatto che il client è poco user-friendly data la notevole quantità di opzioni al suo interno e anche per noi inizialmente non è stato facilissimo l’impatto. Questo è il motivo che ci ha spinti ad iniziare lo sviluppo di un nostro client più “leggero” e molto più intuitivo, cercando di semplificare dove possibile. Non manca molto al rilascio della prima versione. Questa offrirà inizialmente soltanto le funzioni basilari e sarà possibile sia utilizzarla online direttamente dal sito, sia scaricando il client sul proprio pc. Per la versione online verrà utilizzato il metodo dell’ “offline signing” delle transazioni, per il quale l’utente dovrà scaricare un’apposita utility in semplice html e JavaScript che utilizzerà per “firmare” con la propria password le transazioni create con il web wallet. L’output dell’utility verrà incollato quindi nell’apposito campo del web wallet il quale poi invierà la transazione “firmata”. Questo metodo serve a non esporre la propria password alla rete, dato che per tutte le operazioni il web wallet si appoggerà comunque ad uno dei nodi remoti. E’ importante sottolineare che per maggiore sicurezza questa utility può essere utilizzata in un PC non connesso ad internet.

 

 

  • Può DIRA diventare uno strumento di apprendimento in materie scientifiche? Avete rapporto con il mondo di scuola e università?

 

 

Ci piacerebbe. Abbiamo molte idee per lo sviluppo futuro del progetto, e attualmente sono molte più le idee che il tempo effettivo a disposizione per svilupparle tutte. La tecnologia della blockchain offre realmente così tante possibilità che solo la nostra fantasia ne rappresenta il fattore limitante. Attualmente non abbiamo alcun rapporto diretto con il mondo della scuola e università se non per essere stati degli studenti universitari per molto tempo, ma nel nostro BrainMining abbiamo il desiderio di implementare task e rompicapi che possano anche rappresentare un mezzo educativo.

 

  • DIRA rimarrà un gettone virtuale o volete che diventi reale moneta da spendere solo all’interno del vostro circuito?

 

Inutile nascondere che DIRA è un progetto estremamente sperimentale, motivo per cui non abbiamo fatto una ICO, siamo consci che un progetto così ambizioso porta con se anche notevoli probabilità di fallimento, e finchè sono i nostri soldi e il nostro tempo a farne le spese, la cosa ci sta bene, lo annovereremo come il nostro tentativo fallito, ma non potremmo assolutamente accettare che a farne le spese sia gente al di fuori di esso.

Questo ci da anche una certa “libertà” di azione e spazio per sperimentare nuove idee, ed allo stesso tempo rende piacevole lavorare al progetto senza alcuna pressione. Per cui le idee sono tante, e molto dinamiche. Abbiamo stabilito alcuni punti chiave (BrainMining, applicazioni e giochi per dispositivi mobili), ma non abbiamo posto alcun limite allo sviluppo futuro del progetto. Il primo “checkpoint” se così possiamo dire, che vorremmo raggiungere a breve termine è quello di introdurre gradualmente dei servizi rivolti sia all’ambito gaming (soprattutto agli sviluppatori) che non, che è possibile ottenere esclusivamente tramite DIRA, in modo da dare una reale utilità alla coin in sé. Vorremmo offrire tra le altre cose a breve una piattaforma in cui sia possibile per i neo-sviluppatori dare visibilità alle proprie app e ai propri giochi, facilitandone l’immissione nel mercato, ed offrire tali servizi attraverso l’impiego della DIRA, che permetterebbe anche a chi ha risorse limitate di disporre di strumenti e visibilità che se acquistati su piattaforme in valuta reale non potrebbero permettersi, per lo meno in fase iniziale.

 

  • Ci date qualche numero su DIRA?Vediamo dal sito che ad oggi si registrano Zero transazioni. Che timing ha il progetto?

 

In realtà la voce “transazioni” visibile nel footer del sito web è riferita al blocco corrente e non al totale delle transazioni delle 24h. Viene trovato un blocco ogni 60 secondi circa (in media 1440 blocchi al giorno), quindi non è raro osservare blocchi con zero transazioni in un progetto appena nato. Peraltro attualmente la maggior parte delle transazioni sono quella relative al rewarding system e quindi alle coin inviate agli utenti che lo utilizzano, sono state distibuite circa 10 milioni di coin ma è ancora un numero del tutto insoddisfacente.

 

  • Perchè uno sviluppatore di giochi online dovrebbe contattare DIRA ed inserire nella vostra piattaforma il suo gioco?

 

I motivo è semplice, è un modo come un altro per ottenere visibilità. Non è raro trovare ottimi applicativi in un store ma avere pochi utenti attivi, non perchè il prodotto non sia valido, ma perchè semplicemente non è molto conosciuto. Uno sviluppatore indipendente ha spesso notevoli capacità tecniche ma mezzi economici molto ridotti. Ed è davvero dura imporsi sul mercato anche con un buon prodotto senza una buona campagna di marketing. Con DIRA è possibile ottenere praticamente senza nessun costo sia un’ottima visibilità che una quantità variabile di coin (il 10% della fornitura totale di DIRA è destinata per un programma di bounty per sviluppatori indipendenti di applicazioni e giochi, non necessariamente per dispositivi mobili). Non è richiesta alcuna esclusiva, il gioco inserito nel nostro sito web punterà allo store ufficiale dello sviluppatore con un duplice vantaggio, pubblicità diretta al prodotto e allo sviluppatore. C’è anche la possibilità di accettare come pagamento nel gioco/programma anche DIRA, e sebbene questo possa apparire inizialmente non remunerativo, dobbiamo ricordarci che la prima transazione “reale” fatta con il bitcoin se non erro è stata per l’acquisto di una pizza pagata una manciata di coin. DIRA non avrà mai il valore del Bitcoin, e non ce lo auguriamo neanche o il progetto di una coin user-friendly avrebbe fallito, però chi può dire che non possa un giorno acquistare un valore degno di nota?

 

 

  • Il sito è ben tradotto in Inglese. Vi rivolgete all’Italia o guardate soprattutto oltre confine? Perché?

 

Commettiamo molti errori nella versione Inglese (e probabilmente anche in quella Italiana), ma abbiamo una piccola community che ci sostiene e ci aiuta a migliorare anche in questo aspetto. Il nostro obiettivo è l’Italia ma non possiamo escludere il mercato globale. Il nome DIRA non è un nome scelto a caso, e non è neanche difficile immaginare quali siano le origini. Noi siamo forse un po’ più avanti con l’età rispetto alla media degli sviluppatori di criptovalute (l’età media del team è di 32 anni), siamo quindi cresciuti con la Lira, e dopo 16 anni non riusciamo ancora a dimenticare le soddisfazioni che riuscivamo ad ottenere quando le nostre mani entravano in contatto con le banconote da 10.000 lire (il contatto con quelle 50.000 era molto più raro per cui anche i ricordi sono sbiaditi), “magia” svanita purtroppo con l’avvento dell’Euro, non siamo assolutamente contro di esso, semplicemente siamo cresciuti in un periodo diverso. Il nome doveva essere quindi qualcosa che evocasse qualcosa di familiare ma che allo stesso tempo introducesse un cambiamento. Digital Lira era il nome più accreditato, per cui per contrazione e semplicità: DIRA.

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