Imprese italiane a tavola con Bitcoin

Lunedì 25 Settembre i giovani di Unindustria Pordenone hanno organizzato il primo incontro istituzionale in Italia tra imprese e mondo del Bitcoin. A parlare rappresentanti del mondo Bitcoin, Consulenti Contabili, Industria Italiana e della Guardia di Finanza. Noi c’eravamo.

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Bitcoin e Blockchain sono tecnologie fantastiche con prospettive di sviluppo incredibili. Ad oggi necessitano di alcuni correttivi per eliminarne gli utilizzi illeciti presenti, tolti i quali possono aprire scenari nuovi per lo sviluppo dell’economia mondiale.
Questo in sintesi il concetto espresso dalla Guarda di Finanza di Pordenone, chiamata a svolgere l’ardito compito di presentare le minacce di cui Bitcoin deve liberarsi davanti ad una platea divisa tra scettici imprenditori curiosi di imparare e geek fedeli alla filosofia ancestrale del Bitcoin.

Il primo incontro istituzionale organizzato in Italia tra mondo delle imprese, consulenti contabili e mondo Bitcoin è stato un successo di pubblico (oltre 160 partecipanti con attivazione in extremis di una saletta in videoconferenza) ed un perfetto incontro tra conoscenze diverse che hanno finalmente provato ad unirsi per fare ancora più grande il mondo delle Criptovalute.
Ad organizzarlo i Giovani di Unindustria Pordenone guidati da Lia Correzzola, che con eccellente scelta dei relatori hanno permesso di chiarire aspetti importanti ma spesso non percepibili sulla rete, circa l’opportunità per le imprese di iniziare a vendere e pagare fatture in Bitcoin.

Nella mattinata, dopo i saluti di rito delle autorità locali e del Presidente di Confindustria Pordenone, sul palco si sono susseguiti magistralmente l’avvocato Mazzoli, che ha fornito un inquadramento legale e preciso del Bitcoin ed il Colonnello Commentucci della GdF di Pordenone, che ha spiegato come oggi la criptatura delle chiavi nelle criptovalute sia un grande limite in caso di illeciti, ostacolando le indagini degli organi di polizia in illeciti compiuti con monete virtuali. Terrorismo, mercato nero, pedofilia e frodi sono solo alcuni dei principali pericoli dai quali Bitcoin dovrà prendere le distanze, per scrivere senza rimorsi il proprio successo.

A chiudere la mattinata Federica Franchi dello Studio di Commercialisti Franchi, che ha inquadrato da un punto di vista fiscale il Bitcoin chiarendo ogni dubbio: vendere e comprare in Bitcoin in Italia è legale, basta leggere quanto scritto dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione 72/E del 02/09/2016. Certo, denunciare fiscalmente qualcosa che è permesso ma non regolato tramite la legislazione vigente lascia qualche grattacapo ai commercialisti, ma una strada c’è ed è quella del buon senso nell’utilizzo delle norme ad oggi esistenti, con meticolosa professionalità contabile. Bitcoin e Criptovalute non sono sinonimo di evasione o illecito, con essi si pagano Iva e tasse come con qualsiasi altro mezzo di pagamento, sono solo un modo nuovo di gestire le proprie entrate.

Al termine della pausa pranzo è iniziato il celebre Giacomo Zucco Show, un’analisi dei prossimi 20 anni nei meccanismi meno conosciuti del Bitcoin e di chi ha la possibilità di toccarlo da vicino a livello mondiale. Zucco, indefesso difensore del Bitcoin contro ogni altra valuta virtuale, ha spiegato con lucida energia i motivi per cui quella di Bitcoin è una rivoluzione ormai impossibile da arrestare.

Come tanti hanno ripetuto nel corso della giornata, oggi siamo dove internet era nel 1993. 
Tra entusiasti, early adopters e chi ne sta alla larga, la promessa di uno scambio costruttivo tra imprese e mondo del Bitcoin è stata ampiamente esaudita a Pordenone. Il nostro Paese resta in attesa che altre provincie possano replicare i risultati di questo encomiabile sforzo organizzativo dei Giovani Industriali di Pordenone.

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