I giornalisti e le Criptovalute – Intervista ad Alessia Gozzi

Bitcoin Generation, Alessia Gozzi, 2018. Disponibile su Amazon.

Il mondo del giornalismo e le Criptovalute. Un rapporto di luci ed ombre. Una grande opportunità per l’editoria in difficoltà.

Ne abbiamo parlato in questa intervista con Alessia Gozzi, classe 1981, bergamasca d’origine e bolognese d’adozione. Ha iniziato a fare la giornalista fin dal liceo e, da oltre dieci anni, scrive di economia per il Quotidiano Nazionale («il Resto del Carlino» – «La Nazione» – «Il Giorno»), con una particolare attenzione per i temi legati all’innovazione e al fintech. Nella sua carriera ha lavorato per un periodo a Roma, dove si è occupata di conti pubblici e mondo bancario. Oggi è responsabile economia di Qn. 

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Il libro è scaricabile da Amazon a questo link.

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Alessia Gozzi, nel tuo libro dici ai lettori: “troverete consigli pratici per non cadere nelle truffe, le risposte alle domande più comuni e un glossario facile da consultare in qualsiasi momento.”: è davvero semplice spiegare queste cose?

“No, non lo è affatto. Il mondo di Bitcoin e delle criptovalute è estremamente complesso, non solo sotto il profilo puramente ‘tecnico’ della tecnologia, ma anche perché si tratta di un fenomeno con molteplici sfaccettature. A partire dall’uso delle criptomonete: mezzo di pagamento, asset finanziario, strumento di speculazione? Attorno il far west delle regole che i vari Stati tentano di mettere e le molte community che sperimentano una forma nuova di interazione anche sociale”.

Perché c’è bisogno, oggi di questo libro?

“Per tutti i motivi che ho appena elencato. Ma non solo. La grande euforia che ha portato a dicembre dello scorso anno il prezzo di Bitcoin alla soglia stellare dei 20mila dollari (dai meno di mille dollari prezzati a inizio 2017) e l’enorme popolarità che ha travolto il mondo delle criptovalute, ha fatto sì che a queste realtà si avvicinassero anche molte persone comuni, non tutte in grado di capire cosa avessero per le mani. Un grosso rischio. Anche perché oltre, ai progetti validi, sono fiorite numerose crypto-truffe. La realtà è che si trattava di un fenomeno sconosciuto ai più, se si escludono gli early adopter e i membri delle community. In rete si trovano informazioni spesso molto tecniche, mentre il mondo dell’informazione è arrivato tardi e in modo intermittente ad occuparsene. Serviva, dunque, provare a mettere un po’ d’ordine cercando di tirare le fila a costo di qualche semplificazione per rendere la materia comprensibile a tutti”.

La Bitcoin Generation è un fattore anagrafico o piuttosto di cultura dell’innovazione che prescinde dall’età?

“Durante la fase di raccolta del materiale e delle storie per il libro, ho avuto modo di conoscere diverse realtà legate al mondo Bitcoin. È innegabile che le generazioni più attratte da questi strumenti e più confident con la tecnologia sono quelle più giovani e i cosiddetti Millennials. Ma l’interesse nato negli ultimi due anni e le sperimentazioni concrete hanno fatto sì che l’interesse contagiasse un po’ tutti senza distinzione di genere ed età. Basta fare un giro nella Bitcoin Valley di Rovereto per rendersene conto”.

Tu sei parte del mondo dell’informazione economica. Cosa ne pensi del mondo dell’informazione legato a Bitcoin e Criptovalute? C’è veramente competenza dietro a chi scrive di questi argomenti?

“Come in tutti i settori, ci sono colleghi competenti che si sono creati (o si stanno creando) un’esperienza specifica sul tema e improvvisati ‘tuttologi’. Mi ostino a credere che la qualità nel lungo periodo paghi e si riconosca”.

Quali sono le riviste economiche (online e/o cartacee) dove secondo te c’è più competenza in materia in Italia? E a livello internazionale?

“Essendo colleghi, non sarebbe corretto da parte mia esprimere giudizi. Credo che questo, comunque, spetti sempre ai lettori”.

C’è la voglia di imparare o resterà l’ennesimo settore dove il giornalista di turno deve correre per fare quantità?

“La voglia e l’interesse ci sono senza dubbio. Resta il fatto che l’editoria non sta vivendo un momento storico particolarmente felice. Ma sono proprio temi come questi, insieme con la sfida del web, che il giornalismo dovrebbe arare per raccoglierne i frutti”.

Che ruolo hanno secondo te i media nel mondo della finanza? E i social?

“Il ruolo dei media e quello dei social è sempre più intrecciato. A maggior ragione in un mondo sempre più finanziarizzato e interconnesso. La finanza, in particolare, vive di sentiment e allora il ruolo dell’informazione (della buona informazione) resta a maggior ragione cruciale. Gli attori finanziari, del resto, anche quelli più istituzionali hanno iniziato a comunicare direttamente sui social saltando gli intermediari”.

Il classicone della nostra ultima domanda: sei una bitcoiner di ferro o pensi ci sarà spazio perché altre Criptovalute possano avere una posizione da leader di mercato in futuro?

“Al momento mi sembra il progetto più ‘solido’ e con la community più sviluppata. Ma non mi sorprenderebbe se qualcosa di nuova stella sfilasse lo scettro alla regina delle criptovalute. Oggi, domani, tra un anno? Chissà”.

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