Guida per giuristi alle Criptovalute: Intervista all’Avv. Damiano Di Maio

Abbiamo intervistato un giovane Avvocato Italiano (foto) che ha recentemente prodotto una pubblicazione(scaricabile a questo link) su Bitcoin e Criptovalute con l’editore specializzato in materie giuridiche Altalex, in collaborazione con altri professionisti della materia. 

Dalle sue parole uno sguardo di settore per i giuristi che cercano qualche lume in questo mondo ancora sconosciuto per molti. 

  • Damiano Di Maio, un giovane avvocato Italiano che prova ad addentrarsi con dovizia in un mondo oggi ancora abbastanza esclusivo. Potremmo dire che vuole ritagliarsi spazio in un mercato potenziale, quello della consulenza sulle Crypto, molto grande e con pochi competitor ufficiali. A cosa serve questo libro?

Il libro è finalizzato a fornire uno strumento tecnico-divulgativo sugli aspetti giuridico-regolamentari delle criptovalute e sulle loro applicazioni nel mercato. In particolare, l’obiettivo è di raccontare al lettore come possono essere inquadrati giuridicamente, i bitcoin, evidenziane i rischi e spiegare gli aspetti innovativi delle tecnologie legate alle criptovalute. Quali rischi si corrono? Come dovrà agire il regolatore? Si pensi, per esempio ai divieti relativi all’utilizzo delle criptovalute imposti da stati come il Pakistan, che vanno in direzione opposta rispetto all’approccio di Malta o Gibiliterra, che stanno creando un framework regolamentare finalizzato allo sviluppo del mercato delle criptovalute, anche con la possibilità di creare fondi di investimento che possano investire specificamente in dette criptovalute.

  • Quando ha scritto il libro, per chi l’ha pensato? Altri professionisti come lei o qualcosa per parlare anche alla gente comune?

Il libro affronta argomenti tecnici con l’obiettivo di renderli fruibili anche per un pubblico di non specialisti. Per questo abbiamo cercato di utilizzare un linguaggio il più possibile chiaro, anche ricorrendo  ad interessanti episodi che riguardano applicazioni nel mondo finanziario delle criptovalute che sicuramente invoglieranno il lettore ad approfondire il  tema. 

Penso inoltre che gli altri autori dell’ebook (Andrea Danielli, Michelangelo Gendusa e Gioacchino Rinaldi), forniscano al lettore un’ottima combinazione di professionisti provenienti da realtà diverse (economisti, avvocati, regulators), che può fornire un quadro del fenomeno sotto diversi punti di vista. 

La postfazione a cura dell’Avv. Fabrizio Vedana, Vicedirettore generale e general counsel di Unione Fiduciaria S.p.A., tra i massimi esperti italiani in normativa antiriciclaggio, contribuisce ad elevare il prestigio della pubblicazione anche tra professionisti.

  • Oggi il mondo della consulenza di Criptovalute è pieno di “improvvisati”, quanto è rischioso rivolgersi a chi dispensa consigli senza nozioni? Che rischi si corrono?

I rischi sono vari e di notevole impatto per gli investitori. In particolare, la maggior parte delle valute virtuali è soggetta a un’estrema volatilità dei prezzi e l’investitore può perdere il capitale investito, sebbene attratto da facili guadagni. Le perdite delle somme investite possono essere connesse agli attacchi informatici, e allo smarrimento della password del portafoglio elettronico; anche la mancanza di tutele legali e contrattuali, nonché di obblighi informativi e di presidi di trasparenza non sono da sottovalutare. L’educazione finanziaria ed un’adeguata informazione su questo tema è quindi fondamentale. E’ opportuno dunque informarsi e non accettare consigli acriticamente, verificando i profili professionali dei soggetti che dispensano tali consigli.

  • Le regole in questo mondo cambiano in fretta: a che punto siamo in Italia?

Ad oggi non si ha un quadro legislativo e regolamentare definito del fenomeno. Una prima normativa in Italia è stata introdotta dal punto di vista antiriciclaggio, mediante il D.lgs. 90/2017 che: (i) ha introdotto le nozioni di “valuta virtuale” e di “prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale” e (ii) assoggettato i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale al rispetto degli obblighi in materia di antiriciclaggio. Dal lato del regolatore, se la Banca d’Italia ha, con diverse comunicazioni, avvertito gli investitori sui rischi che comporta l’utilizzo delle criptovalute, la Consob ha -in relazione a specifici casi posti alla sua attenzione – cercato di ricondurre alcune tipologie di business connesso alle criptovalute entro le maglie del Testo Unico della Finanza. 

  • Del nuovo Governo il Movimento 5 Stelle è il partito che più di altri, seppur sottovoce, ha parlato di blockchain e Criptovalute. La prima è perfino stata inserita nell’accordo di Governo Di Maio – Salvini. Pensa sia possibile che questo Governo si interessi concretamente a blockchain?

È auspicabile che il Governo si interessi di tale tema, in linea con le best practices internazionali, perché ciò potrebbe contribuire ad incentivare la digitalizzazione del processo produttivo e creare nuovi slanci per l’economia. 

Abbiamo già importanti esempi di alcune imprese italiane, di come la blockchain sia stata utilizzata efficacemente. È fondamentale quindi che il Governo costituisca il prima possibile dei tavoli di confronto con tali imprese, per avere un quadro pratico del fenomeno da poter tradurre in prescrizioni normative flessibili e business-oriented.

  • La nostra domande di chiusura: lei è un bitcoiniano di ferro o vede possibilità di affermarsi nel mondo reale anche da parte di altre Crypto?

Il mercato è ancora in fase di evoluzione, anche se bitcoin ha ormai un ruolo consolidato nel sistema. Difficile fare previsioni su specifiche crypto, vedo piuttosto interessanti prospettive di sviluppo per future ICOs lanciate su criptovalute “statali”, che potrebbero contribuire a costituire una nuova forma di finanziamento sul mercato per economie emergenti.

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