Bitcoin: sangue tra Geek e Governativi

E’ una guerra giocata tra i post, nei gruppi su Telegram, in alcuni articoli specializzati e nelle conferenze. Una guerra di frecciatine, parole dure e che segna una distinzione profonda, forse insanabile ma che prima o poi andrà risolta sui Bitcoin. Questa è LA GUERRA, quella che si gioca tra chi ha fondato, gestito e dal mondo della crittografia condotto fino a qui Bitcoin, e quelli invece che vorrebbero prendere ora questa creatura e farne un motore dello sviluppo tecnologico e fintech mondiale.

A giocare nello scacchiere delle fondamente del Bitcoin i primi sono i Geek. Sono loro i primi arrivati qui, quelli grazie al quale Bitcoin è nato ed ha fatto nascere migliaia di altre Criptovalute. Matematici, hacker, informatici dalle profonde conoscenze, gente dall’internet libertario che sostiene una cosa: Bitcoin è più sicuro e tracciabile di un atto notarile. Di ogni Bitcoin o frazione di esso tutto rimane scritto: fin dalla sua nascita ogni transazione è scritta su un libro incancellabile, che è la blockchain. Tutto quello che farai con Bitcoin rimarrà pubblico per sempre. La crittografia secondo i Geek serve proprio per un aspetto: in un sistema dove tutto è completamente tracciato, rivelare la completa identità di qualcuno ne abolirebbe qualsiasi diritto di privacy. Inoltre, la crittografia delle chiavi evita un altro problema: che i miners sappiano quali attività stanno minando e che possano farlo in maniera non interessata rispetto ai soggetti coinvolti nella transazione che stanno minando.

I puri, dunque, sostengono che “anonimato” è un termino abusato per Bitcoin, in quanto tutto è tracciabile e per risalire a qualche crimine o colpa è sufficiente trovare la chiave per sapere davvero tutto di una persona. 

 

Dall’altra parte, invece, quelli che abbiamo chiamato Governativi e che rappresentano un po’ tutti tranne i Geek. Per i Governativi e le loro istituzioni l’anonimato è la più grande minaccia a Bitcoin. E’ proprio dietro a questo che si nascondono traffici illeciti miliardari nel deep e dark web, truffe e tanto altro. Certo di una chiave puoi vedere tutta la storia, ma prima di conoscere la chiave il passo non è affatto breve. Se per esempio qualcuno vuole aprire un’indagine su fondi usati illecitamente con Bitcoin, se non conosce la chiave legata al soggetto inquisito, non ha alcun modo di recuperarla, nemmeno tramite le forze di polizia. Questo grande handicap cui spesso si agganciano anche i media che poco conoscono il Bitcoin, potrebbe contribuire nella logica dei Governativi ad essere la prima limitazione alla vera diffusione del Bitcoin.

Il tema dell’anonimato di Bitcoin è la partita più delicata che si gioca, in un misto tra derive libertarie, deliri di controllo totale, filosofie della privacy e libertà di comunicazione dei dati. Alcuni propongono come soluzione al problema le verifiche più serrate a chi gestisce il cash-in ed il cash-out da Bitcoin ad altre valute (specie gli exchange), così da avere database sempre aggiornati su chi effettua i pagamenti, mettendo i dati a disposizione di controlli in caso di problemi.

Una soluzione, tuttavia, che se nella realtà trova quasi tutti d’accordo, nella pratica stenterà alcuni anni prima di avverarsi. Molti stati dovranno innanzitutto adottare una legislazione, e poi adottarla comune in merito. Il tempo gioca a favore, ancora, del progetto originario di Bitcoin, quello che lo vuole strumento completamente criptografato nelle sue chiavi.

La lentezza della politica, delle macchine statali, la loro burocrazia ed il loro poco coordinamento faranno si che per molti anni ancora il Bitcoin rimarrà invariato per come noi lo conosciamo oggi.

Se questo anonimato giocherà a suo favore in un primo momento è assolutamente probabile, ma pensare di utilizzare chiavi di portafogli criptografati per miliardi di scambi legali mondiali di piccoli risparmiatori, questa si che è fantascienza.

Il sonno della politica è lungo, ma badino bene i puritani del Bitcoin che annientare totalmente il rispetto di canoni e convenzioni vecchi di secoli potrebbe essere la loro stessa fine.

 

 

 

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