Gruppo di esperti Blockchain – Il regalo dei 5 stelle al Governo populista

Muoversi controvento. Grillo e Casaleggio lo fecero quando fondarono il Movimento 5 Stelle nel 2009, intravedendo l’incapacità di vecchie logiche politiche di adattarsi ai cambiamenti. Ed il tempo gli diede ragione, percorrendo fin dagli albori la tendenza politica mondiale del populismo. 

Oggi, nel primo anno di mandato gialloverde, dallo spirito del Movimento 5 Stelle nasce al MISE, il Ministero dello Sviluppo Economico guidato da Luigi Di Maio, la prima task force di esperti su intelligenza artificiale e blockchain.

Sono appena stati nominati gli esperti che avranno il compito di indirizzare e consigliare il Ministero sulle politiche in tema di tecnologie distribuite e di intelligenza artificiale. 

I nomi ed i curriculum degli esperti di Tecnologie Distribuite è disponibile a questo link.

Il sistema utilizzato per la selezione è ormai noto e serve alle istituzioni Governative per addentrarsi in temi sconosciuti alle burocrazie amministrative e poter dare un indirizzo politico negli anni a venire. Viene lanciata una call aperta al pubblico in cui ci si può liberamente candidare, e vengono poi selezionati i profili ritenuti più competenti in materia, in grado di fare divulgazione in merito e per i quali non è previsto un compenso diretto per l’opera prestata. 

Questi gli obbiettivi dichiarati dal Ministero dello Sviluppo Economico sul suo sito per i gruppo che si occuperò nella specifico di tecnologie distribuite:

  • individuare iniziative private già esistenti a livello nazionale, monitorarle e analizzarne gli sviluppi e le ricadute socio-economiche;
  • individuare use case relativi all’utilizzo delle DLT nel settore pubblico al fine di promuoverne la diffusione;
  • individuare buone prassi sviluppatesi sulle tecnologie in parola elaborando strumenti per diffonderne l’applicazione;
  • approfondire le condizioni necessarie per promuovere la ricerca, lo sviluppo, l’impiego, l’adozione ed il mantenimento del carattere decentralizzato delle DLT e in particolare della blockchain in modo da incrementarne e accelerarne la diffusione nei servizi pubblici e privati;
  • elaborare gli strumenti necessari per creare e favorire le condizioni economiche, politiche e regolatorie affinché cittadini e imprese, in particolare PMI e start-up, possano beneficiare del potenziale rappresentato dalle funzionalità di queste tecnologie;
  • elaborare strumenti tecnici e normativi volti a diffondere l’applicazione degli smart contract.

I nomi selezionati fanno parte di vari mondi: si parte naturalmente dagli esperti di blockchain agli imprenditori, ai professori, ai sindacalisti e perfino agli esperti di etica. L’eterogeneità è indispensabile per gestire materie nuove nella complessità del tessuto sociale.

Alcuni di loro li abbiamo incontrati nel nostro percorso, come l’esperta della Bitcoin Foundation Puglia, Dott.ssa Tamara Belardi e l’innovatore politico Gianluca Comandini emerso nella scorsa campagna elettorale con il movimento politico 10 volte meglio, e costituiscono rappresentanti del fermento che a livello internazionale e nazionale esiste, pur lontano dai riflettori mediatici del 2017, sul tema delle tecnologie distribuite. 

La costituzione del gruppo di lavoro è un indirizzo specifico di quel contratto di Governo la cui costruzione tenne il Paese in ostaggio per diverse settimane ad inizio anno e che ora fonda la dicotomia Lega – Movimento 5 Stelle al Governo. 

E proprio il passaggio sulla blockchain fu fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle. Con Beppe Grillo che pur dichiarando di non conoscere la tecnologia nello specifico ha più volte esternato sue opinioni in suo favore, e così ha fatto anche la Casaleggio Associati, che sul suo sito offre servizi su blockchain dedicati alle aziende. L’eredità dell’avanguardia tecnologica, aldilà dei giudizi politici di merito, al momento è una palla tutta in mano al Movimento 5 Stelle, che con questa mossa prova a concretizzare autentiche politiche di settore cercando di non rimanere indietro nel contesto internazionale ben più avanti del nostro Paese nel campo delle tecnologie distribuite e dell’intelligenza artificiale. 

Il primo incontro del gruppo è previsto per Gennaio 2019 in una data non ancora fissata, ma è probabile che non avremo indicazioni sostanziali precise ancora per qualche mese. La posta in gioco per il team, tuttavia, è alta, in quanto unico baluardo del Governo a rappresentare un vero segnale nel campo dell’innovazione tecnologica. Campo dove, per esempio, Lega e opposizioni sono quasi completamente assenti. 

Le aspettative sono alte, e saranno decisivi i lavori di questo gruppo per farci capire se la parola “blockchain” nel contratto di Governo era una vera intenzione progressista o una semplice, ennesima, boutade grillina e populista. 

 

 

 

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