Italia Criptovalute

Raccontiamo il progresso di blockchain, tecnologie distribuite e criptovalute.

Google e Facebook: perché la guerra a ICO Bitcoin è solo iniziata

La guerra è iniziata a Gennaio con Facebook. Ora Google cala il suo attacco a Pearl Harbour.

Il bando delle pubblicità inerenti ICO e Criptovalute in genere nei sistemi delle due aziende dell’internet più potenti al mondo, ha certo un lato umanamente comprensibile e socialmente utile: evitare a poveri ignari cittadini di dilapidare i propri capitali in investimenti spesso truffaldini (ICO che sono scam o CFD dall’elevatissima pericolosità).

C’è tuttavia una ragione più profonda e che dietro a questo fine benefico si nasconde: chi oggi ha più controllo sulle nostre vite e sui nostri dati personali degli stessi stati nazionali, non può lasciare spazio a qualcosa che non ha un controllo centrale.

Nessuno può comprare la guida ed il Governo di Bitcoin o delle altre Criptovalute. Tantomeno Facebook o Google con i loro Miliardi di dollari. E nemmeno, un giorno, Amazon. 

Certo, potrebbero farsi la loro Criptovaluta. Ma perché non la lanciano? Perché con una Criptovaluta “vagliata” da Google o Facebook, essi renderebbe questo sistema di pagamenti sovrastatale immediatamente mainstream. Se i due principali sistemi attraverso cui viviamo il web “legalizzassero” le Criptovalute, queste rischierebbero seriamente di soppiantare il vecchio concetto di valuta fiat. 

In un momento in cui il G20 sta correndo per arginare la valanga della diffusione di Bitcoin e ICO, la partita non è semplice e la guerra inizia a farsi seria. 

E c’è da aspettarsi che dopo Google e Facebook altri colossi di Internet siano chiamati a prove di forza simili contro le Criptovalute. Se solamente uno di questi dovesse avvallarne l’esistenza come strumento di scambio, per le valute statali potrebbero arrivare (dopo millenni) momenti molto bui. 

 

 

 

Rispondi