Gamba tesa dell’autorità finanziaria Italiana sulle criptovalute

Autore: Avvocato Damiano Di Maio

Con due delibere “collegate”, l’autorità di vigilanza italiana sui mercati finanziari è tornata ad occuparsi del mondo delle criptovalute, fornendo interessanti spunti sui rischi di determinate condotte sul mercato da parte dei soggetti che agiscono nel mondo delle critpovalute.
Nella delibera n. 20693 del 14 novembre 2018, la CONSOB, in continuità con l’approccio assunto nelle precedenti delibere n. 19968 e 20207 dell’aprile e dicembre del 2017, ha sospeso, in via cautelare, per un periodo di 90 giorni, l’attività di offerta al pubblico residente in Italia correlata all’acquisto della moneta digitale.

Il caso esaminato dalla CONSOB, in sintesi, riguardava lo svolgimento di un’attività di una società costituita in un paese extra-europeo, che si sostanziava nel proporre anche a soggetti residenti in Italia di investire il proprio denaro per l’acquisto di una criptovaluta per la quale vengono promessi rendimenti alquanto elevati.

Il sito internet della criptovaluta, redatto anche in lingua italiana, appariva prospettare agli utenti la possibilità di acquistare tale criptovaluta per ricevere rendimenti periodici, correlati alla quantità di criptovaluta, generata mediante un algoritmo, in proporzione alla quantità acquistata.

La CONSOB ha ricondotto tale attività di offerta come rientrante nell’attività di offerta al pubblico di “prodotti finanziari”, che prevede, affinché possa essere svolta, (i) la preventiva comunicazione alla Consob e (ii) la trasmissione del il prospetto informativo destinato alla pubblicazione. In particolare, la criptovaluta oggetto di indagine è stata qualificata come prodotto finanziario.

Ai sensi del Testo Unico Finanza, il prodotto finanziario è definita sia come figura tipizzata e a numero chiuso (gli “strumenti finanziari”) che come figura aperta: rientra nella nozione di prodotto finanziario “ogni altra forma di investimento di natura finanziaria”
In particolare, la criptovaluta oggetto di indagine è stata ricondotta alla figura aperta in ragione del fatto che presentava i seguenti tre elementi: (i) un impiego di capitale; (ii) un’aspettativa di rendimento di natura finanziaria; (iii) l’assunzione di un rischio connesso all’impiego di capitale.
Rilevato pertanto la violazione delle regole previste dalla normativa italiana in relazione all’offerta al pubblico di prodotti finanziari, la CONSOB ne ha deliberato la sospensione in via cautelare per un periodo di 90 giorni.
Dai risvolti pratici ancora più interessanti è la delibera n. 20694 del 14 novembre u.s. che ha ad oggetto sempre la stessa criptovaluta.

In tale caso, il Regional Director della società offerente la criptovaluta pubblicizzava sul proprio profilo Facebook in lingua italiana le opportunità di​ investimento in tale criptovaluta, con presenti collegamenti multimediali che rinviano al sito della criptovaluta.

Tale condotta è stata ricondotta alla fattispecie dell’annuncio pubblicitario riguardante offerte al pubblico di prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari, per i quali, la delibera “gemella” n. 20693 sopra citata ha dichiarato l’assenza di pubblicazione del relativo prospetto informativo.
Rilevata dunque la violazione dell’art. 101 del Testo Unico Finanza che stabilisce, al comma 2, che “Prima della pubblicazione del prospetto è vietata la diffusione di qualsiasi annuncio pubblicitario riguardante offerte al pubblico di prodotti finanziari diversi dagli strumenti finanziari comunitari”, la CONSOB ha sospeso, in via cautelare, per un periodo di 90 giorni, l’attività pubblicitaria effettuata dal Regional Director tramite la propria pagina Facebook relativa all’offerta al pubblico di acquisto della moneta digitale promossa dal sito.
Tale ultima delibera, come detto, offre interessanti spunti applicativi in relazione alle condotte da verificare quando si agisce all’interno di un mondo non regolato.
Il monito della CONSOB deve essere attentamente preso in considerazione per coloro che vogliano valutare eventuali opportunità di strutture di investimento in criptovalute: anche l’utilizzo dei social, deve essere valutato rispetto ai rischi e le conseguenze che può comportare.

La costituzione di una società estera che offre criptovalute, come nel caso analizzato da CONSOB, non è sufficiente a sfuggire all’attenta valutazione dell’autorità, soprattutto laddove la diffusione dei contenuti relativi a tali offerte è in italiano e avviene su canali con ampia visibilità.

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L’Avvocato Damiano Di Maio si occupa di consulenza legale nel mondo delle Criptovalute. Ha scritto sul tema l’e-book “Bitcoin e Criptovalute – Funzionalità e rischi delle monete virtuali“. Collabora con Italia Criptovalute scrivendo articoli e pareri tecnici. 

Potete scrivergli a damiano.dimaio@gmail.com o contattarlo su Linkedin.

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