Furto di Criptovalute in Italia: ombre sui reali motivi

Alle ore 21:30 del 9 Febbraio BitGrail, exchange con sede in Italia, ha fatto sapere tramite un comunicato in home page tradotto in Italiano ed Inglese, che “sono emerse delle transazioni non autorizzate che hanno portato ad un ammanco di n. 17 Mln di Nano“.

Non sono state attaccate altre Criptovalute, e sul valore di circa 200.000.000 di Dollari cui corrispondono i token spariti, è stata presentata regolare denuncia. Tuttavia alcune cose non tornano: quello che sembra un furto in realtà presenta tinte fosche che ad oggi ancora non ci era capitato di raccontare in caso di furti di Criptovalute dagli exchange.

Il post sul blog di BitGrail

Il primo dato se non strano, quantomeno eccentrico, è che una società che gestisce milioni di Euro di exchange, avesse un capitale sociale di 30.000 Euro. Ma fin qui, la legge manca di precisa regolamentezione.

Il vero problema è che dopo il comunicato sono sorte incomprensioni tra il 31 enne Francesco Firano gestore della piattaforma BitGrail ed i creatori della Criptovaluta Neo. I quali, con uno statement sullapiattaforma Medium scrivono chiaramente: “L’8 febbraio 2018 il team Nano Core è stato informato da Francesco “The Bomber” Firano – proprietario e gestore della borsa BitGrail – di una perdita del portafoglio BitGrail. Il nostro team ha prontamente contattato le forze dell’ordine e stiamo collaborando pienamente su questo tema. Dalla nostra indagine preliminare non è emersa alcuna doppia spesa nel libro mastro e non abbiamo motivo di credere che la perdita sia dovuta a un problema nel protocollo Nano. I problemi sembrano essere legati al software di BitGrail”.

I gestori di Nano, infatti, non hanno avuta alcuna evidenza di falle nei loro sistemi o di evidenti spostamenti di token da protocolli non ufficiali. In seguito a scambi coloriti tra Firano e gli sviluppatori di Neo, arrivano i provvedimenti. Continuano infatti: “Abbiamo ora sufficienti motivi per credere che Firano abbia ingannato il Nano Core Team e la comunità riguardo alla solvibilità dello scambio BitGrail per un significativo periodo di tempo. Non risponderemo alle accuse di Firano in merito a questa situazione. Stiamo preparando tutte le informazioni di cui disponiamo su questo tema per presentarle alle forze dell’ordine”.

Pare, dunque, dalle parole di Neo, che si sia registrato il tentativo di coprire perdite con quello che in realtà non erano. Saranno le indagini a stabilire la verità, certamente i 200.000.000 di Dollari in token Neo sono spariti. 

E, un’altra volta, exchange poco affidabili hanno lasciato a bocca asciutta i semplici risparmiatori.

 

 

 

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