Elezioni: Criptovalute anatema di tutta la politica

Si può dire tantissimo sulle elezioni politiche 2018. 

Un solo tema, però, è quello che siamo andati ad indagare: chi ha parlato di Criptovalute? La risposta sembra ovvia e quasi scontata: quasi nessuno.

Quasi, perché anche questa campagna elettorale è fatta di muri, promesse di tagli e violenza gratuita nel solito mare di scandali poco edificante per l’immagine di un Paese. Ma c’è un piccolissimo spiraglio. E allora, andiamo a vedere chi in questa campagna ha parlato di Criptovalute. 

  • 10 VOLTE MEGLIO: il movimento politico fondato da Andrea Dusi è stato e continua ad essere l’unico ad essersi preso il testimone delle Criptovalute. Nato da un progetto singolare seppure un po’ frettoloso, rappresenta una novità nel panorama politico Italiano. Alcuni imprenditori, soprattutto del mondo del digital e della comunicazione, hanno unito le forze in visto della tornata politica e sono riusciti a raccogliere le firme per candidarsi alle Politiche. Il loro obbiettivo è quello di essere pragmatici e, dall’alto della loro capacità di gestire imprese, riuscire a dare una scossa al mondo della politica. Sono gli unici ad avere le Criptovalute nel loro programma elettorale. Citano più volte la blockchain e le tecnologie distribuite come settore su cui investire, fino a spingersi alle applicazioni pratiche: “maggiore trasparenza dei dati nel rapporto tra cittadino e PA, anche eventualmente utilizzando tecnologie di public ledger come la blockchain”.
  • Movimento 5 Stelle: Fino all’arrivo di 10 volte meglio, gli unici ad avere nel loro background un’idea più o meno compiuta delle Criptovalute. Ne avevamo parlato in un nostro articolo molto apprezzato: molti ex grillini della prima ora, che formavano i famosi Meetup (terminologia oggi rimasta in uso per gli incontri tra seguaci delle varie Criptovalute) furono tra i precursori di Bitcoin. Molta della base grillina per anni sul Blog di Beppe Grillo ha sostenuto la causa delle Criptovalute come forma di liberazione dalle politiche economiche statali. Ora che la palla è passata a Luigi Di Maio e Davide Casaleggio i giochi si sono fatti diversi, ed in questi giorni di campagna elettorale Criptovalute e Tecnologie distribuite sembrano sparite dal vocabolario Movimento.
  • Lega Nord: La citiamo solamente per un’uscita che ne dimostra la lontananza siderale dalle Criptovalute. In una recente intervista a Radio 24 il suo leader, Matteo Salvini, si è dichiarato “favorevole a introdurre una ‘tassa sui robot’. In Italia ci sono geni e ingegni, siamo all’avanguardia per i brevetti, ma il futuro va governato”. Può un movimento che propone la tassazione delle tecnologie robotiche, oggi avanguardia dello sviluppo in tutto il mondo, comprendere davvero le Criptovalute?
  • Partito Democratico, Forza Italia, LeU e partiti minori? Nemmeno pervenuti. Zero dichiarazioni in merito. 

Per chi si era fatto illusioni, non è nemmeno questa la campagna delle Criptovalute. Qualche sprazzo di luce lascia tuttavia poche certezze a chi dovesse scegliere di votare l’uno o l’altro candidato a seconda della volontà di investire in tecnologie distribuite e nello sviluppo in questo senso del settore bancario e finanziario. 

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