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Disintermediazione. La sfida delle Criptovalute

La disintermediazione sindacale lascia il passo alla disintermediazione finanziaria, grazie alle Criptovalute

 
Il principio della disintermediazione è stata ed è tutt’ora in paesi come l’Italia, uno dei principi su cui si gioca il passaggio dai dogmi Novecenteschi al futuro. E’ sul principio della disintermediazione del lavoro che in Europa si è vissuto e tuttora si vive la mutazione dei sindacati.
Oggi si affaccia sulla scena pubblica un nuovo tipo di disintermediazione destinato a cambiare radicalmente i paradigmi della nostra società: quella finanziaria.
 
Quello che la Germania ha fatto con la disintermediazione del lavoro ben gestita è il passaggio che le ha permesso di resistere alla crisi del decennio scorso.
Disintermediare significa togliere intermediari. La Germania lo fece contrattando con i Sindacati, negli anni della crisi, la possibilità dell’azienda stessa di diminuire le ore ai propri dipendenti senza passaggi intermedi con la trattativa sindacale, nei periodi in cui gli ordini erano in calo. Questo le ha consentito di aumentare le ore e farle parzialmente recuperare nel momento della ripresa, senza perdere sostanzialmente posti di lavoro. Il tutto in modo snello ed agile, senza appunto passaggi sindacali.
In altri paesi la disintermediazione Sindacale si è fermata: in Italia ed in Francia il sindacato ha frenato nettamente un cambio dei suoi paradigmi, con conseguenze economiche in parte diverse da quelle tedesche.
La disintermediazione nel lavoro è nata nell’Ottocento ed è stata uno dei principali terreni di scontro politico nella seconda metà del Novecento, laddove era esclusivamente con il Sindacato che l’azienda poteva parlare ai lavoratori.
Oggi questo principio, nel mondo del lavoro è trattato in molti paesi tra i quali il nostro in modo dogmatico, spesso superato dalla stessa realtà. La debolezza del sindacato è in parte dovuta al non aver saputo gestire questo principio con intelligenza e lungimiranza verso i tempi che cambiavano.
 
Il grande dilemma della disintermediazione del nostro Secolo, invece, è quella che con le Criptovalute si definisce disintermediazione di tipo finanziario. Un cambio epocale simile a quello che ha visto scontrarsi i Sindacati con i datori di lavoro nel secolo scorso sulla disintermediazione del lavoro. Bitcoin, Ethereum e molte Criptovalute si fondano sul principio dell’inesistenza di un intermediario negli scambi finanziari. E’ l’individuo in questo caso che non dipende più dalla banca e da terzi per effettuare azioni di compravendita e stoccaggio dei propri risparmi, ma solamente da se stesso. Questo principio sostanzialmente nuovo nel mondo delle banche e della finanza si scontra con secoli e secoli di istituzioni bancarie, creditizie e finanziarie. Nel momento in cui Bitcoin o altre Criptovalute sono gestite in un rapporto esclusivamente one-to-one, la funzione di banche, banche centrali e BCE decade o muta completamente. Spazzati via secoli di storia e politiche monetarie.
Solamente la politica può agire, ma in senso restrittivo e di indirizzo, con certo con funzioni di controllo e governo.
 
Con crescite da oltre 100.000 nuovi portafogli di Criptovalute al giorno (dati Coinbase dello scorso venerdì) è bene che Sindacati ed istituzioni inizino ad attrezzarsi per non perdere il prossimo cambiamento radicale sulla disintermediazione che ci aspetta.
 
La storia non ha mai sbagliato.

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