Dash conquista il Venezuela come valuta anti-inflazione?

Alcuni titoli potrebbero peccare di trionfalismo, motivo per cui nel nostro abbiamo messo il punto interrogativo. Davvero c’è una correlazione tra l’incremento di download del wallet Dash in Venezuela e l’iperinflazione che sta distruggento lo Stato Sudamericano?

Probabile. Anche se i numeri sono ancora piccoli. Già, i numeri: negli ultimi 2 mesi di un’estate piatta per l’andamento delle Criptovalute, il wallet di Dash veniva scaricato in media 50 volte al giorno. Dal 13 al 22 Agosto in Venezuela ben 94 wallet sono stati scaricati. Quasi il 100% in più.

A riportare il dato è un’intervista su Bloomberg (qui il testo completo) fatta a Rayan Taylor, CEO di Dash Core Group. Nella sua intervista del 22 Agosto sostiene che “il Venezuela è diventato il secondo mercato più grande per Dash, superando Cina e Russia”.

Pare che fino a Luglio in Venezuela Dash fosse assai poco conosciuta. Ma in poco tempo sia passata ad avere oltre 800 wallet, in continuo aumento.

La valuta, secondo quanto si evince dalle parole di Taylor su Business Insider, “è utilizzata anche da brand come Calvin Klein e Subway”.  Dunque pare sia entrata, seppur con numeri ancora troppo piccoli per poter essere definiti “mainstream”, anche in circolazione nell’economia reale. 

Secondo Business Insider le preferenze ricadute su Dash avrebbero due motivazioni. La prima è la velocità di transazione, la seconda le basse fees in un periodo in cui in Venezuela molti risparmi sono andati in fumo a causa di un’inflazione altissima ed anche fare un bonifico oltre che molto lento è rischioso. 

Il problema con l’inflazione è molto semplice, spiega Taylor: “se accetto un pagamento con carta di credito, tre giorni dopo quando i soldi sono arrivati sul mio conto, varranno molto di meno.” “questo è un problema che la nostra Criptovaluta può risolvere”. Il CEO si dice fiducioso di un’ulteriore incremento del trend.

Ma aldilà di costi e velocità, che accomunano in verità diverse Criptovalute, pare esserci una caratteristica ben precisa che fa preferire il sistema di Dash ad altri. 

Nel sistema, ad ogni conferma di transazione viene generata nuova moneta, la quale anziché ricompensare un singolo viene messa a disposizione del sistema. All’interno di questo gli attori dello stesso hanno diritto di voto su come spendere la nuova moneta e possono destinarla a progetti specifici.

Taylor dichiara che il network di Dash avrebbe già investito l’equivalente di oltre 1 Milione di Dollari proprio in Venezuela tramite questo sistema.

Da rilevare anche l’impennata del prezzo di Dash delle ultime ore (di oltre il 20%), che tuttavia pare slegata al fattore Venezuela e correlata ad indiscrezioni di mercato che danno il wallet Dash come preinstallato nei dispositivi di KRIP, un’azienda di smartphone cripto-friendly.

Non ci sono dati certi sull’adozione di altre Criptovalute in Venezuela durante questo periodo di profonda crisi, ed i numeri di Dash sono certamente irrisori.

Il fenomeno, tuttavia, aiuta a porre un interrogativo sempre più utile negli studi macroeconomici delle Criptovalute: possono diventare una moneta transnazionale con effetto di cuscinetto anti-inflattivo contro l’iperinflazione, nonostante la loro attuale volatilità?

 

 

Rispondi