DAICO: nuove ICO per stroncare scam e truffe

Le ICO con relative truffe e fallimenti come principale causa di diffidenza verso le Criptovalute.

Vitalik Buterin, ideatore di Ethereum e voce tra le più influenti nel mondo delle Criptovalute, a Gennaio del 2018 ha provato a dare una struttura ed un nome ad una potenziale parziale soluzione all’assalto degli scammers: le DAICO.

Nella sua pubblicazione su ethersear.ch ha dato forma con poche parole ad un’opzione che potrebbe, se applicata, aiutare a limitare i casi di frode.

  • Innanzitutto, cosa vuol dire DAICO?

Una DAICO non è altro che l’unione tra una normale ICO ed una DAO. Se sulla ICO (Initial Coin Offering) ormai ci sono pochi dubbi, una DAO (Decentralized Autonomous Organization) saranno in pochi a conoscerla. Nello specifico si tratta di applicazione di Ethereum che consistono in organizzazioni algoritmiche autonome condivise da più utenti che hanno uno scopo comune di funzionamento di questa organizzazione. Una DAO è sostanzialmente un’operazione informatica che non può essere modificata, nemmeno dai suoi stessi sviluppatori, una volta impostata.

Schema tratto dall’articolo di Buterin su ethersear.ch del 6 Gennaio 2018

 

  • Come funzionerebbe una DAICO?

Il problema principale delle ICO è che il creatore “scappi col malloppo” ovvero possedendo buona parte dei token, quando il valore è sufficientemente alto ritira tutti i soldi conferitigli nella fase iniziale dai finanziatori e fa evaporare il progetto, con conseguente crollo a zero del valore che non cadrà su di lui. E soldi spariti.

Nelle DAICO il creatore conferisce ai contributori iniziali un determinato numero di token. Dopo il termine di una data fissata come crowdsale non sarà più possibile procedere contribuendo al progetto.

Una volta terminata la distribuzione iniziale, entra in azione la variabile cosiddetta tap variabile. Questa (e qui entra il gioco il sistema DAO) agisce secondo quanto predeterminato (in modo democratico dagli investitori), permettendo al creatore della DAICO di ritirare solamente una determinata quantità di denaro dalla vendita dei token.

In questo modo l’afflusso di denaro derivante dal crowdsale sarebbe “controllato” e predeterminato nella DAICO. E lo sviluppatore difficilmente potrebbe scappare con tutto il malloppo.

  • E la tutela dell’investitore?

Una DAICO permette di decidere in maniera “democratica” tra i contribuenti il tipo di esborso verso il creatore dell’ICO. Durante il crowdsale, infatti, sono i finanziatori a decidere che tipo di prelievo il creatore potrà fare.

Inoltre, se il progetto non va a buon fine, i contribuenti hanno la possibilità di opzionare successivamente una rivalsa sui fondi rimanenti.

  • Un miglioramento solo in teoria?

L’applicazione delle DAICO oggi in fase di studio, permetterebbe certo una garanzia sui fondi non utilizzati dal creatore e la possibilità di recuperarli, così come l’evitare che vengano mangiati in poco tempo.

Certo, i membri devono essere attivi e vigili sul progetto per evitare che il creatore possa riuscire a “risucchiare” tutti i fondi senza portare a termine quanto si era proposto. Inoltre, se la distribuzione dei token resta in massima parte al promotore dell’iniziativa, basterà convincere pochi contributori per modificare l’assetto dell’operazione.

Il concetto di DAICO di Buterin rappresenta tuttavia un passo metodologico importante che non va trascurato nel mercato folle ed altamente rischioso delle ICO. Probabilmente sarebbero di grande aiuto in un percorso di maggiore accettazione delle Criptovalute da parte del mondo governativo ed istituzionale.

L’idea è buona, ora va sistemata, direbbe qualcuno.

 

 

 

Rispondi