Crociata di Google: bannate da Chrome le estensioni per il mining

James Wagner, Extensions Platform Product Manager di Chrome, è l’ennesimo protagonista della crociata dei big di internet contro le Criptovalute.

Ieri, 2 Aprile, ha pubblicato sul blog di Chrome questo post, in cui annuncia un’ulteriore stretta al mondo delle Criptovalute.

Il web store di Chrome da ieri stesso 2 Aprile, non accetterà più di rendere scaricabili estensioni per il mining di Criptovalute.

A quanto scrive Wagner, il motivo sta nel fatto che “il 90% delle estensioni per il mining presenti sullo store sono state poi rimosse perché non rispettano i criteri informativi di base di informazione dell’utente finale” in termini di consumo di energia e risorse del computer.

Wagner ha anche pubblicato questo grafico, in cui mostra come un pc mediamente aumenti in maniera sproporzionata l’attività della sua CPU a causa di software di mining nascosti, rallentando così le sue prestazioni all’insaputa dell’utente.

 

Google con questo bando vuole diminuire i rischi per i propri utenti di installare estensioni che lavorano a loro insaputa sfruttando il potere del singolo computer.

Nel post si rassicurano invece gli utenti sul fatto che non saranno limitate in alcun modo le estensioni inerenti la blockchain.

Se la crociata di Google, Facebook e tutti gli altri avrà successo, sarà il tempo a dircelo. Nel frattempo è certo che una sferzata di maggiore onestà farebbe molto bene al mondo delle Criptovalute.

 

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