Malta: regolamentazione Criptovalute. Intervista a Vianelli e Giannino

autore: Avvocato Damiano Di Maio

L’approvazione il 4 luglio u.s. del pacchetto legislativo sulla blockchain e le criptovalute ha reso Malta la prima realtà all’interno dell’Unione Europea in grado di fornire un framework regolamentare completo per tali fenomeni.

L’isola del mediterraneo, anticipando gli altri stati europei, si pone come esempio di sperimentazione normativa finalizzata ad intercettare, in maniera comprensiva, le sfide e le opportunità che la tecnologia blockchain offrirà al mondo dei servizi finanziari e non solo.

In estrema sintesi, il pacchetto normativo è suddiviso nei seguenti atti:

 

  • Digital Innovation Authority Bill (DIA Bill), che prevede la creazione di una nuova Autorità, la Malta Digital Innovation Authority (DIA), per sostenere lo sviluppo e l’implementazione dei principi guida del DIA Bill, nonché promuovere la l’innovazione tecnologica, ivi compresa quella decentrata. In particolare, il Governo, mediante la costituzione dell’Authority, dovrà essere in grado di rispettare le esigenze di agevolazione delle potenzialità delle start-up del settore della digital innovation, tenendo in dovuta considerazione la velocità degli sviluppi tecnologici ed assicurando adeguati standard di protezione per i consumatori e gli investitori. L’Authority è dunque dotata di poteri di regolamentazione e supervisione, anche mediante lo strumento delle policy, guidelines e advice al Governo, in relazione ai nuovi servizi di innovazione tecnologica, tra i quali emergono: il riconoscimento, la certificazione, registrazione o l’autorizzazione delle attività per le quali le è riconosciuto detto potere da leggi speciali; la regolamentazione dell’innovazione tecnologica con riguardo ai prodotti, le operazioni e le attività per le quali le è riconosciuto detto potere da leggi speciali; l’assicurazione di standard di condotta e governance particolarmente elevati; il supporto ai relativi organi governativi nello sviluppo di policy correlate al settore di pertinenza.

 

  • Innovative Technology Arrangements and Services Act, prevede la possibilità di ottenere una licenza per registrare i codici di programmazione scritti sulla blockchain (ovvero gli Smart Contracts). Il rilascio della predetta licenza da parte della DIA avrà luogo a margine di una analisi approfondita dei modelli algoritmici presentati dai vari applicant secondo criteri pre-indicati nel testo normative. A tal riguardo, ci si aspetta a breve il rilascio di guidelines volte ad incentivare gli sviluppatori ad adottare best practices per lo sviluppo dei predetti algoritmi. 

 

  • Virtual Financial Assets Act (“VFAA”), il quale rappresenta il primo corpus normativo volto a creare un ecosistema regolamentare per i c.d Virtual Financial Assets (“VFA”). Ai sensi e per gli effetti del VFAA, i VFA sono definiti quali una forma di medium digitale usata come mezzo di scambio, unità di contabilità o conservazione di valore che non rientri nella definizione di moneta elettronica, strumento finanziario o un token virtuale (c.d. utility token). IL VFA Act si appoggia al Financial Instrument Test, un innovativo test, lasciato alla discrezione dell’operatore, che permette, attraverso vari passaggi, di definire la natura di un asset digitale attraverso un procedimento “ad esclusione”. Il Test prevede 3 passaggi. Il primo definisce se lo strumento sia un Virtual Token, se non si può definire come tale, allora il secondo passaggio analizzerà se l’asset digitale sia qualificabile quale strumento finanziario secondo le definizione di MiFID. Qualora entrambi i passaggi risultino in una determinazione negativa, lo strumento ricade nella definizione di VFA. In aggiunta, il VFA Act prevede una disciplina capillare delle procedure relative al lancio di una initial coin offering (“ICO”) ed al contenuto del c.d. White Paper da circolare in face di “crypto capital” raising. Da ultimo, il VFA Act disciplina ed introduce il ruolo chiave del c.d. VFA Agent, necessario per il lancio di ICO e qualsiasi altra application necessaria per ottenere una licenza ai sensi del VFA Act.

L’innovazione tecnologia e regolamentare apre nuove ed interessanti prospettive per giovani talenti che hanno interesse ad intercettare un mercato in espansione ed ancora in divenire, dove la capacità di acquisire competenze specifiche può risultare un plus per il futuro sviluppo del mercato dei servizi legali.

Anche i capi dipartimento di società di asset management, banche e fondi saranno impattati dal cambiamento epocale dell’innovazione tecnologica e dovranno essere in grado di adeguare processi e practices consolidate alle novità in essere.

Di ciò ne abbiamo discusso con Antonio Giannino, Chief Risk & Compliance di Amagis Capital e con Andea Vianelli, LLM alla Queen Mary University of London e Legal & Compliance Manager presso Amagis Capital.

Amagis Capital è un gruppo di società fondato nel 2014 da Andrea Angelone (ex Global Head of Equity Finance & Equity Treasury a JP Morgan), Simone Russo (MD a Goldman Sachs) e Guido Miani (Head of Private Banking a UBS Monaco). Partito come hedge fund, offre anche servizi di hosting & strutturazione ad altri fondi, operational risk management e cyber-security a diverse aziende.

Andrea, puoi brevemente raccontarci la tua esperienza e le ragioni per cui ti sei trasferito a Malta?

Certo Damiano, con piacere. Dopo una esperienza presso uno studio legale internazionale a Milano e dopo aver conseguito un LL.M. in Law and Economics presso la QMUL, ho avuto modo di svolgere una analisi del mercato legale e finanziario europeo, tentando di intercettare una giurisdizione ancora in via di sviluppo ed in grado di offrire importanti opportunita’ di business e crescita professionale. Malta rappresenta infatti un terreno ideale per svariati elementi, tra i quali (i) un impiano normativo di matrice anglosassone per quanto riguarda aspetti “corporate” e finanziari, (ii) un sistema fiscale decisamente attrattivo grazie al 6/7 refund system, (iii) un tasso di disoccupazione tra i piu’ bassi dell’EU ed, in particolare, (iv) una apertura ed una flessibilita’ da parte del regulator nell’approvazione di operatori regolamentari quali fondi di investimento ed istituzioni finanziarie. La decisione di trasferirmi si è invero rivelata una grande opportunità considerato il numero ingente di società, soprattuto nel settore blockchain, che si sta trasferendo a Malta.

L’Unione europea si sta muovendo ancora cautamente nella regolamentazione della tecnologia DLT e delle criptovalute. Cosa credete abbia portato il legislatore maltese ad approvare i tre Bills con largo anticipo rispetto al resto dell’Unione?

Da sempre Malta, prima con gli operatori del gaming e del betting online, poi con il mercato degli hedge funds e dei c.d. professional investors funds, i quali non rientrano nelle maglie dell’AIFMD, ed ora con il settore criptovalute e sistemi distribuiti, si è dimostrata aperta all’innovazione ed ha coinvolto esperti locali ed internazionali nel processo legislativo/regolamentare al fine di creare un idoneo ecosistema normativo per permettere agli operatori coinvolti di svolgere le loro attività beneficiando del light touch del regulator locale, la Malta Financial Services Authority. Un primo spunto si era già visto ad inizio dell’anno, quando il regulator pubblicò un set di disposizioni regolamentari ad hoc applicabili ai predetti PIF specializzati nell’investimento in cryptofunds. A tal riguardo, Amagis ha di recente assistito un operatore internazionale nel set-up di un fondo crypto ed è attualmente coinvolta quale structuring advisor per molteplici player internazionali interessati a creare tali strutture beneficiando della normativa maltese, la quale permette a tali operatori di svolgere le attività di crypto asset management in un contesto normativo ben delineato ed evitando di soggiacere alle valutazioni arbitrarie da parte del regulator, tipiche in case-by-case assessments.

Antonio, quali opportunità offre per le start-up la nuova regolamentazione maltese e quali sfide si pongono per i Compliance Officer in relazione al recepimento ed all’implementazione della nuova normativa?

La recente regolamentazione maltese ne offre un chiarissimo esempio. Infatti, se da un lato pone interessanti sfide in termini di nuove opportunità e prodotti, dall’altro rende necessaria la piena comprensione non solo dell’aspetto normativo, ma anche di quello più tecnologico relativo agli investimenti sottostanti, in particolare crypto-currencies e tokens. Una delle entità di Amagis –Amagis Capital Services Ltd– ha già in programma di fare domanda per diventare un cosiddetto VFA Agent, ovvero uno di quegli agenti regolamentati in grado di supportare il lancio e la strutturazione di prodotti inerenti il VFA Act. Questo ha fatto sì che già ora Amagis stia vedendo un flusso pazzesco di start-up desiderose di lanciare i propri prodotti qui a Malta, facendo leva appunto sul nuovo VFA Act. Tuttavia, ormai viviamo in un’epoca in cui la regolamentazione sta diventando talmente pervasiva del quotidiano di ogni azienda regolamentata che è impossibile fare crescere il proprio business senza l’appoggio di validissime persone nei dipartimenti di Compliance, a maggior ragione per quanto riguarda questo nuovo framework.

Quindi, per rispondere alla tua domanda, la nuova regolamentazione maltese offre sicuramente l’opportunità di operare all’interno di un framework regolamentato che dia garanzie agli investitori nel trattare oggetti che per loro stessa natura vogliono essere decentralizzati, in modo da evitare scandali come quanto successo ad esempio con DAO. Tuttavia, perché questo accada senza intoppi, è necessario che le rispettive funzioni di controllo ricevano training adeguato sia in materia legale che tecnologica appunto.

Non voglio però dire che sia tutto oro quello che luccica. Sicuramente Malta si è saputa muovere bene e velocemente, ma queste crescite così rapide danno sempre modo a personaggi dalla dubbia autorevolezza di camuffarsi nel mucchio. Il mio consiglio, tanto per gli start-upper desiderosi di approcciare Malta, quanto per gli investitori, è di rivolgersi principalmente a persone dalla spiccata credibilità, ignorando promesse di ogni altro tipo basate di fatto sul nulla. Un parallelismo si può trovare con quanto succedeva sul finire degli anni 90’ per le .com o qualche anno fa qui a Malta per le società di iGaming: molte compagnie sono fallite facendo perdere risparmi (e bile) a molti investitori, ma tra queste sono uscite anche Amazon e BET365, che si sta ridomiciliando a Malta.

Andrea, con specifico riguardo al Financial Intruments Test contenuto nel Virtual Financial Asset Act, ritenete che possa essere considerato uno strumento agevole per determinare la categoria entro cui può essere ricompreso un DLT asset? Oppoure potrebbero residuare incertezze?

A mio avviso il FIT rappresenta lo strumento migliore per conferire all’operatore la certezza granitica circa l’inquadramento di un crypto asset: attraverso tale valutazione “a priori”, si elimina il rischio di incertezza giuridica derivante da valutazioni postume del regulator, capaci tavolta di sconvolgere un modello di business. Quali structurer advisors, abbiamo familiarizzato con il FIT in parecchie circostanze, le quali ci hanno permesso, ed ancor piu permetteranno a seguito dell’entrata in vigore del VFAA, di delineare la natura (i.e. virtual financial asset o virtual token, soggetti al VFAA, ovvero strumento finanziario, soggetto a MiFID) di tali crypto assets e di svolgere i relativi servizi di investimento nel pieno rispetto della normativa applicabile .

Infine, vedete la possibilità che, dall’esempio maltese, possa giungersi ad una disciplina regolamentare europea armonizzata oppure si procederà in maniera frammentata in ciascun stato dell’Unione?

Sicuramente l’intenzione del regolatore europeo è quella di disciplinare prima o poi questo mondo. Molto dipenderà da quello che succederà non appena il framework sarà operativo; se i primi mesi rifletteranno principalmente successi gli altri stati non vorranno farsi scappare l’opportunità di fare concorrenza a Malta; viceversa se qualche scandalo dovesse scoppiare partirebbe il carosello di chi era scettico a prescindere.

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L’Avvocato Damiano Di Maio si occupa di consulenza legale nel mondo delle Criptovalute. Ha scritto sul tema l’e-book “Bitcoin e Criptovalute – Funzionalità e rischi delle monete virtuali“. Collabora con Italia Criptovalute scrivendo articoli e pareri tecnici. 

Potete scrivergli a damiano.dimaio@gmail.com o contattarlo su Linkedin.

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Le opinioni contenute nel presente articolo costituiscono la visione personale dei soggetti intervistati e non sono riconducibili né mirano a rappresentare la posizione di Amagis Capital rispetto alle tematiche trattate e non sono volte ne costituiscono attività di marketing rispetto ai prodotti e/o servizi forniti dalla predetta società.

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