Criptovalute: FCA comunica le best practices per professionisti finanziari – RUBRICA CRYPTO PROFESSIONISTI

autore: Avvocato Damiano Di Maio

L’attenzione costante posta in relazione ai rischi inerenti alle criptovalute emerge da una recente comunicazione della Financial Conduct Authority (FCA), supervisor inglese che opera, tra l’altro, a tutela dei consumatori, che è opportuno segnalare per un costante monitoraggio circa le best practices sul tema a livello europeo ed internazionale.

Con lettera indirizzata agli amministratori delegati delle banche, FCA pone l’attenzione sulle modalità con cui le banche stesse dovrebbero gestire i rischi connessi alla commissione di crimini finanziari correlati
all’utilizzo delle criptovalute.

I profili analizzati dall’Autorità inglese sono due: il primo attiene ai rischi sottesi ai rapporti di business instaurati con la clientela che offre servizi connessi alle criptovalute, mentre il secondo attiene ai clienti che
utilizzano le criptovalute.

Con riferimento al primo profilo, tra le fattispecie oggetto di attività commerciali connesse alle criptovalute, l’Autorità individua, a titolo esemplificativo, attività di trading con clienti la cui fonte di ricchezza può derivare dalle criptovalute stesse o, ancora, ove la firm desideri svolgere attività di advice o partecipazione ad un’ ICO ( Initial Coin Offering ).
I presidi di compliance che vengono individuati per siffatti rapporti, possono così essere riassunti:

  • formazione del personale: un’adeguata pianificazione e messa in atto di percorsi formativi per il personale della banca può infatti consentire di intercettare la tipologia di clientela o attività che
    comporta i rischi di criminalità finanziaria;
  • business assessment della tipologia delle attività svolte dal cliente e dei rischi connessi;
  • framework assessment sull’ICO: una comprensione del quadro relativo alla caratteristica dei soggetti organizzatori dell’ICO, e soprattutto, ad avviso di chi scrive, del tipo di giurisdizione, può consentire un’adeguata individuazione dei rilevanti rischi connessi a siffatta operazione. Non raramente infatti, la documentazione relativa al lancio di ICO può presentare rilevanti problematiche di tutela del soggetto che acquista il token, in quanto le informazioni a disposizione possono essere frammentate e focalizzate solo sugli aspetti remunerativi dell’investimento;
  • Adequacy assessment sulle modalità di due diligence condotta dei clienti che offrono servizi di crypto-exchange .

Importante rilevare che le banche dovranno essere in grado di parametrare i rischi e le modalità di loro gestione in relazione alla specifica tipologia di business relationship instaurata i singoli clienti.

Con riguardo alla clientela che detiene o negozia criptoassets risulta importante, per FCA, mantenere un approccio neutrale; ciò nel senso di utilizzare, per l’individuazione e gestione dei rischi connessi ai soggetti la cui fonte di ricchezza derivi dalle criptovalute, i medesimi criteri che possono essere utilizzati rispetto a clienti che effettuano operazione relative a compravendita di immobili, piuttosto che quadri o altri beni
mobili.

Resta, peraltro, un aspetto particolare che FCA evidenzia rispetto ai clienti che compiono operazioni con criptovalute: la ricostruzione dell’origine delle transazioni è più difficile.

Occorre dunque interrogarsi, ad avviso di chi scrive, sull’efficacia della conservazione di un approccio indistinto nell’assessment del rischio, rispetto a modelli di business e operatività diversi tra loro. La citata
difficoltà nel tracciare le operazioni dovrebbe forse far dotare le banche di presidi rafforzati rispetto ad altri modelli di business ormai consolidate nel tempo.

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L’Avvocato Damiano Di Maio si occupa di consulenza legale nel mondo delle Criptovalute. Ha scritto sul tema l’e-book “Bitcoin e Criptovalute – Funzionalità e rischi delle monete virtuali“. Collabora con Italia Criptovalute scrivendo articoli e pareri tecnici. 

Potete scrivergli a damiano.dimaio@gmail.com o contattarlo su Linkedin.

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