Consulenti Bitcoin improvvisati: una piaga

Quali rischi si nascondono dietro i consulenti di Bitcoin e Criptovalute

 

Quando andavano di moda le hamburgherie, in pochi anni le grandi città si sono riempite di panini gourmet da 12 Euro l’uno. Molte poi fallite. Quando sono iniziati ad andare di moda gli estratti, le città si sono riempite di negozi che facevano gli estratti nel giro di pochi anni.
Da giugno 2017 Bitcoin è tornato, dopo 2-3 anni di latitanza sui media generalisti, nella scena pubblica e fuori dai soli forum online.
Il valore straordinariamente in impennata, inarrestabilmente, ha generato come in ogni business che si rispetti, un petulante ammassarsi di affaristi d’assalto in questo trend emergente.
Capita dunque di vedersi moltiplicare pagine e pagine su Bitcoin e Criptovalute con contenuti copiati l’una dall’altra, a cercare di dare spiegazione in parole semplici ad un fenomeno tecnicamente complesso.
Nulla di male, direte voi, ma quello che sta capitando è che sempre di più chi fornisce queste informazioni lo faccia a pagamento e soprattutto voglia fornirle con lo scopo di spacciarsi “consulente in Bitcoin” oppure “consulente finanziario in Criptovalute”. Due fenomeni, di cui il secondo non poco problematico, che devono essere presi seriamente in considerazione, soprattutto per la pericolosità del secondo.

Dopo le prime ricerche in internet, Facebook e altri social vi proporranno numerosissime pagine di formazione su Bitcoin e indicazioni finanziarie, tutte adeguatamente sponsorizzate. Fiumi e fiumi di denaro, che spesso scorrono anche su Youtube dove decine di persone ci stanno “mettendo la faccia” nella caotica speranza di riuscire meglio di altri e con la sparata più forte di altri (Bitcoin a 100 mila dollari, lo Stato crea schemi Ponzi contro i cittadini ed altre invettive del genere), ad emergere nel giorno in cui Bitcoin dovesse finalmente diventare famoso.

E’ facile: andate su Facebook, ricercate Bitcoin ed una relativa pagina in lingua italiana. A parte pochi gruppi ufficiali, molte pagine con migliaia e migliaia di like vi appariranno con contenuti standardizzati e, soprattutto, inesistenti like. Possibile che pagine con migliaia e migliaia di “mi piace” e follower non abbiano nessuna interazione con i post? Si probabile, soprattutto se quei “like” sono stati concretamente pagati al gestore del social. Sono tanti gli avvoltoi che stanno spendendo capitali in pubblicità online per accalappiarsi un’importante fonte di reddito dei giorni nostri: i “like” sui social. La promessa dietro al vostro like è quella di fornirvi materiale affidabile sullo studio di Bitcoin.
Purtroppo, spesso i contenuti trovati su internet sono frutto di copia e incolla per nulla esaustivi e molto superficiali. E’ importante non basarsi su pagine con scarsa riconoscibilità delle fonti, che sono il pericolo principale per una potenziale disinformazione di chi si avvicina per le prima volte a questi contenuti. Importante invece seguire solamente siti scientifici come il portale SSRN o il sito da cui nasce e si sviluppa bitcoin: www.bitcoin.org.

Il secondo pericolo ed anche il più grande per i neofiti di Bitcoin e Criptovalute, tuttavia, si annida in coloro che si propongono come consulenti finanziari e di investimento in Criptovalute. C’è chi lo fa gratis, e chi propone veri e propri pacchetti di formazione o registrazione in chat e gruppi Telegram o Facebook a pagamento. Lo scopo è fornire ai neofiti indicazioni pratiche su dove investire i loro denari in base a valutazioni di trading e andamenti di mercato. 
Queste nostre parole, che fatichiamo a scrivere per la delicatezza che hanno, potranno sembrarvi nulla se state cercando di buttarvi a capofitto in un business che sembra l’Eldorado del 2020. Ma c’è un grande rischio: chi si nasconde dietro a questi consulenti che vi dicono come spendere i vostri soldi? Hanno frequentato qualche corso, hanno nozione di come vadano evidenziati i pericoli delle Criptovalute? Hanno davvero le nozioni necessarie per suggerire ad altri dove investire i loro soldi? La legge Italiana regola, nel sistema finanziario corrente, coloro che svolgono il lavoro di Consulenti e Promotori finanziari, con un apposito codice etico e Albo a cui si accede dietro una rigida selezione.
Molti di coloro che si spacciano per consulenti finanziari in Criptovalute e Bitcoin oggi non garantiscono nulla di tutto o ciò. Indicheranno a quelli “appena arrivati” come allocare i propri risparmi, senza alcuna regolamentazione, garanzia, sicurezza o assicurazione.
Come nella migliore legge del mercato che si rispetti, si sta creando una fortissima aspettativa che produce domanda. I media tradizionali come TG5 e Il Sole 24 ORE parlando nelle loro pagine e tg serali del Bitcoin come di altre importanti notizie finanziarie, e ne parlando soprattutto rispetto alla sua inarrestabile crescita. 
E se i grandi media dicono al grande pubblico di massa che c’è qualcosa che sta facendo diventare altri molto ricchi e molto in fretta, cosa succederà? Che tantissimi proveranno ad imitarli e dunque la domanda di “conoscenza” in questo campo, molto diverso da quello finanziario tradizionale, si impennerà.

L’offerta non sta facendo altro che correre dietro ad una domanda inarrestabile. Con un problema: l’offerta di servizio è di dubbia qualità, ed il rischio è quello delle tasche di migliaia di lavoratori, casalinghe, studenti.
La sequenza di improvvisati consulenti d’affari è impressionante. E mano a mano che il sistema si allarga diventerà sempre più importante saper prendere le dovute precauzioni.

Se sarà Matteo Renzi, che da un recente palco ha parlato nei suoi discorsi di minacce e opportunità proprio del Bitcoin, non ci è dato saperlo. Ma urge che il prossimo Governo affronti in maniera chiara e coerente il mondo delle Criptovalute, sia da un punto di vista finanziario, sia delle professionalità che vi si stanno sviluppando intorno.

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