C’è chi smette con le Criptovalute

Steam è una realtà mondiale del gaming e dei giochi online. Ha tra i suoi principali interlocutori anche quelli che, nerd fino al midollo, Bitcoin hanno contribuito a farlo crescere quando mai un mass media avrebbe pensato di dedicargli nemmeno una riga.
Oggi che il Bitcoin è sulla bocca di tutti, Steam ha deciso di tornare indietro rispetto alla decisione di accettare pagamenti in Bitcoin.
Una scelta significativa e che farà certamente discutere, un piccolo segnale da parte di uno di quelli che possiamo considerare incubatoi pionieri in questo settore.
 
Due le ragioni, peraltro economicamente condivisibili, che hanno portato alla scelta:
1) Bitcoin è troppo volatile. E’ vero, l’iperinflazione stellare può portare grandi guadagni, ma anche grandi perdite finanziarie. Ogni business che si rispetti ha necessità di pianificare e programmare la proprio attività. Come si può farlo bene se le proprie disponibilità finanziarie sono soggette a volatilità estrema?
2) Le fees per le transazioni in Bitcoin sono troppo alte. Come posso chiedere ad un cliente di pagarmi 50 Euro e lui sarà costretto a pagarne 5 in commissioni di transazione?
 
Da questi interrogativi, la scelta di tornare indietro. Che la via della diffusione nell’economia reale fosse complicata, lo si sapeva da tempo. Questo uno dei primi contraccolpi, dettato da logiche commerciali ed economiche che paiono convincenti da un punto di vista del management aziendale. A questo punto ci resta da pensare che solamente Lighting Network potrebbe dare segnali forti per interrompere un possibile principio di effetto pull-back sulla diffusione di Bitcoin nell’economia reale.

Rispondi