Bitcoin Romagna: un pomeriggio sold-out a Forlì

I cartelli fuori dal teatro, tutto esaurito.

Vietato entrare (si fa per dire) sotto i 25 anni, di donne una sparuta rappresentanza. Se sei del gruppo che conta, immancabile giacca elegante su t-shirt di ordinanza.

300 persone e sala piena come da previsioni nell’evento di Sabato 10 Febbraio al Teatro Il piccolo di Forlì, organizzato da Bitcoin Romagna, per divulgare informazioni sulla prima tra le Criptovalute esistenti, il Bitcoin appunto.

Introduce Riccardo Racci, frontman del Gruppo, e la giornata parte con un Alberto De Luigi, blogger 28enne, graffiante e molto energico sul palco: racconta, con dovizia di particolari, la storia del denaro e delle banche fin dal Paleolitico. Trenta minuti di lezione su una storia del denaro poco istituzionale. Il problema principale da cui è poi nato Bitcoin come soluzione alternativa, arriva per De Luigi con l’avvento oltre Trecento Anni prima di Cristo, delle prime monete di carta che hanno dato vita ad un sistema bancario fondato sull’affidamento del denaro alle banche. Banche che attuano politiche di credito, secondo De Luigi ed altri speaker dell’evento, non sostenibili economicamente.

Velati ma non troppo i riferimenti espliciti di De Luigi alle recenti crisi finanziarie causate proprio da corti circuiti del credito bancario e da istituzioni bancarie (anche Italiane) niente affatto solide come, a detta del blogger, vorrebbero far credere.

Giacomo Zucco

Segue in un’organizzazione impeccabile, dopo la lezione di storia quella di Bitcoin. A tenerla, come da format ormai collaudato in diverse parti d’Italia, Giacomo Zucco, ex esponente del Tea Party Italiano ed oggi tra i massimi rappresentanti di Bitcoin nel Paese

Esperto informatico, quando sale sul palco a parlare di Bitcoin è ormai un vero purosangue da pubblico. Netto sostenitore della madre delle Criptovalute, bolla come passeggere tutte le altre Criptovalute. Anche se, a differenza di mesi fa, è impossibile non notare che si mostra finalmente possibilista sull’eventualità che nel futuro più remoto oltre a Bitcoin anche una seconda Criptovaluta possa prendere piede.

Con lui si ripercorrono anche i primi approcci ad una valuta slegata dalle logiche statali. Con precursori che arrivarono prima di Satoshi Nakamoto: Linden e Paypal. Linden era un gioco virtuale del 2003, di proprietà dell’azienda Americana Linden Labs. All’interno del gioco, nel quale si creava una vita virtuale di personaggi pseudo-reali, era stato creato il Linden Dollar, moneta interna al gioco che presto fu valutata ben più del Dollaro. Zucco la cita come primo esempio nella storia in cui l’autorità Federale Americana intervenne per limitarne l’utilizzo al solo gioco, per non rischiare che uscisse dallo stesso e si diffondesse su internet come moneta di scambio. 

Anche Payapal ebbe un inizio simile: fu infatti vietato all’azienda di costruire una moneta parallela a quelle esistenti, come da intenti iniziali.

Infine, una chiosa sulla blockchain. Per Zucco, troppi ne parlano senza cognizione di causa. Dispendiosa, lenta, e con dati assolutamente pubblici: questo è la blockchain. Qualcosa di cui Bitcoin non può fare a meno, ma della quale in realtà può ridurre l’effetto con progressi che sembra siano al vaglio del sistema.

L’attore protagonista CEO di Strunzbank

L’intermezzo comico di Strunzbank convince un pubblico eterogeneo che assiste allo spettacolo teatrale di un finto CEO di banca tedesca che ingaggia un simpatico siparietto dove spara a zero su tutto e tutti, balle banche alle Altcoin, salvando solo, neppure a dirlo, Bitcoin.

Alberto Capaccioli, commercialista Aretino e fondatore di Coinlex, ha introdotto l’argomento della fiscalità legata a Bitcoin. Partendo dal ragionamento per cui “i mezzi di pagamento non sono strumenti finanziari”, fornisce più che delle vere e proprie risposte su come trattare fiscalmente Bitcoin, una immagine di quanto sia intricato il campo normativo in merito.

A concludere la giornata, di nuovo un classico di questa kermesse ormai ripetuta in diverse città Italiane: il CEO di InBitcoin Marco Amadori. Ex ricercatore, ha illustrato la nascita di una delle prime startup ed ora aziende che fanno consulenza su Bitcoin nel nostro Paese e sono alla base della Bitcoin Valley di Rovereto, nel Trentino.

Positivo dunque il bilancio del pomeriggio. Pubblico anche da Padova e Bologna, piccoli e grandi imprenditori locali defilati tra il pubblico hanno ascoltato interessati la voce predominante sulle Criptovalute in Italia: quella di Bitcoin. 

In attesa di capire se ci sarà davvero spazio per altre Criptovalute o no anche in Italia, l’auspicio è che eventi di reale conoscenza delle Criptovalute possano aiutare a dissipare le paure infondate divulgate erroneamente da alcuni media tradizionali.

 

 

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