Bitcoin e panico da Big Short

Mancano poche ore alle 22 GMT (le 23 in Italia), quando i primi futures Bitcoin saranno scambiati al Chicago Board Options Exchange (CBOE). In una recente lettera di Noelle Acheson (disponibile sul nostro sito) vi abbiamo raccontato come funzionano e cosa sono i futures. 
Stamattina su Twitter ad imperare è il termine “bitcoin crash”, con migliaia di Tweet sul potenziale Big Short a cui sarebbero pronti i grandissimi investitori per lucrare sulla caduta fatale del prezzo di Bitcoin.
Ma come funziona uno short? Come è possibile pensare di guadagnare dalla discesa del valore di un titolo?

Lo short selling, ovvero vendita allo scoperto è un’operazione che consiste nel cedere il titolo di riferimento ad uno o più soggetti. Titolo di cui non si possiede il reale valore, ma un semplice titolo derivato che è solamente una rappresentazione del valore di qualcosa di tangibile.
Nello short selling la banca o istituzione finanziaria di riferimento “presta” i titoli posseduti ad un venditore, il quale se possiede il titolo lo piazzerà sul mercato vendendolo a, diciamo 100 Euro, e chiudendo la posizione short in caduta ricomprandolo a 80 Euro. Il profitto dell’operazione di short è dato dal fatto che alla fine dell’operazione, che si chiude con una “ricopertura”, ovvero riacquisto, si è ottenuto il pagamento della vendita del titolo a 100 Euro, ma si è comunque nuovamente in possesso del titolo pagandolo solamente 80 e restituendolo all’istituzione finanziaria (che è neutra nell’operazione). Il profitto finale sarà di 20 Euro ed andrà in capo al venditore (molto spesso, i traders).
Nel caso in cui il titolo dovesse aumentare e si dovesse aprire una posizione short, lo si venderebbe a 100 Euro, ma andrebbe riacquistato a 120 per ridarlo all’istituzione finanziaria, con una perdita di 20 Euro.
In questo caso l’istituzione che presta il denaro al venditore non subirebbe alcuna perdita: i 20 Euro per la ricopertura del titolo, infatti, sarebbero a carico del venditore.

Nel caso di Bitcoin il valore è talmente alto che in un momento di pessimismo del mercato, molti potrebbero essere interessati a lucrare sul suo ribasso. I futures sono i titoli che consentono questo procedimento, e saranno per la prima volta nella storia disponibili su Bitcoin tra poche ore.

C’è anche da dire, ad ogni modo, che le operazioni short sono generalmente a breve termine: il valore zero o troppo basso di un titolo non fa guadagnare nessuno. Il temuto Big Short è una vera e propria speculazione di grandi investitori che arriverebbero su Bitcoin per fare profitti su uno short colossale e poi, probabilmente o sparirebbero, o ricomprerebbero molto basso per fare nuovamente profitto con il valore in salita.

Di sicuro, ne vedremo delle belle!

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