Bitcoin flop – La vera storia storia di Bitcoin Gold

Analisi dei fork e dei loro pericoli per le Criptovalute

 

Inutile girarsi intorno, inutile stare a sentire chi ha fatto o è in procinto di fare enormi operazioni di portafoglio, ovvero trasmissione di liquidità in Bitcoin per ottenere gratuitamente Bitcoin Gold, la nuova criptovaluta in arrivo con il fork del 25 Ottobre. Bitcoin Gold è un vezzo intellettuale di qualche purista della democratizzazione di Bitcoin, senza alcuna speranza di mercato.

Cos’è Bitcoin Gold, in sostanza? E’ un nuovo protocollo Bitcoin che dal 25 Ottobre sarà messo in circolo, partendo da una sostanziale duplicazione (per brevità non entriamo nei dettagli tecnici) di Bitcoin. Il motivo per cui i suoi creatori lo hanno sviluppato è semplice: vogliono un protocollo che permetta nuovamente anche ai piccoli miners di poter minare “da casa” con il computer di proprietà, avendo un minimo margine di guadagno. Oggi, infatti l’attività di mining, ovvero creazione dei restanti Bitcoin, è affidata integralmente a delle mining farm, potentissimi centri di calcolo che hanno la forza di elaborare codici crittografati che fanno girare algoritmi via via sempre più complessi. Per un comune mortale il pc di casa oggi non è sufficientemente potente per guadagnare qualche millesimo di Bitcoin in autonomia. E ciò non si addice certo alla natura di diffusione “dal basso” della prima valuta virtuale.

Democratizzare il Bitcoin. Con l’appellativo “gold”, che pare volerne rimarcare l’originale purezza e solidità. Un Bitcoin democratico, che può rendere a tutti un po’ di ricchezza. Il sogno è scardinare lo strapotere delle mining farm asiatiche.

Semplice, bello, politicamente corretto e democratico, direte voi. Ma cosa c’è dietro e soprattutto, chi?
I principali supporters di questo fork sono i rappresentanti di Lighting ASIC, una società con sede ad Hong Kong che negli ultimi mesi sta predicando questo ritorno alla purezza “dal basso” di un nuovo Bitcoin.
Peccato che questa azienda sia già sul mercato degli hardware per il mining ed abbia ideato l’hardware per fare mining di Bitcoin Gold. Ai lettori l’ardua sentenza.

Un’altro fork simile a questo, dovuto ad una duplicazione de facto del Bitcoin è avvenuto pochi mesi fa il 1 Agosto. Con l’obbiettivo di aumentarne la scalabilità e la dimensione dei blocchi. Moltissima stampa specialistica e non ne ha parlato per settimane, fino ad arrivare ad una duplicazione della moneta nei portafogli di milioni di utenti. Tuttavia Bitcoin Cash ha visto la sua parabola discendere velocemente: da una capitalizzazione di oltre 14 miliardi di dollari, ad oggi ne conta poco più di 5 di miliardi, in rapida discesa.
Dunque una grande operazione speculativa mista ad innovazione tecnica e ideologia informatica. Il cui faro sembra si affievolirà molto presto.

Non possiamo però nominare gli interessi economici nascosti dietro false ideologie di Criptovaluta dal basso e veloce parabola finanziaria senza porre un terzo problema.

Quanto può essere considerato serio il mondo delle criptovalute da investitori sia neofiti sia istituzionali, se in grado di attribuire valore da zero? Con i paradigmi economici e finanziari moderni la creazione di valore ex novo e da zero è inspiegabile ed irrealistica. I fork in sé, se compiuti con successo, sono una grande mina sotto i piedi della credibilità delle Criptovalute verso chi non ha competenze tecniche precise.

Il fork del 25 Ottobre, che l’esito sia positivo o negativo (cioè che Bitcoin Gold non nasca), resta un evento certamente poco qualificante nel mondo delle Criptovalute. Appannaggio dei traders pescecani dei soldi facili (beati loro), è uno dei tanti passi che ogni giorno si compiono per minare la credibilità delle Criptovalute.

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