Basta, costoso e lento: Stripe non accetta più pagamenti in Bitcoin

A fare il passo è Stripe, l’azienda Americana che si occupa di pagamenti online ed ha oltre 100.000 clienti in tutto il mondo. Nel 2014 divenne la prima azienda di questo tipo a permettere pagamenti anche con Bitcoin. 

Oggi, la retromarcia. Bitcoin è ormai diventato un asset, più che una moneta di scambio. Un valore su cui fare trading e non tanto da utilizzare come valuta. Scrive nel suo blog il product manager di Stripe Tom Karlo: “durante il lungo tempo di conferma di una transazione Bitcoin il suo valore oscilla e determina una transazione finale con un importo diverso da quello che si voleva pagare inizialmente”. Karlo continua dicendo che i costi di una transazione in Bitcoin sono ormai troppo alti per l’utente, equiparandoli ad alcuni tra quelli bancari più costosi.

“A causa di quanto sopra l’interesse per Bitcoin è scemato, e le transazioni con questa valuta si sono ridotte tantissimo”. La data ultima per le transazioni in Bitcoin sarà il 23 Aprile 2018, ma per le Criptovalute qualcosa continua comunque a muoversi.

Karlo ci tiene infatti a precisare che Stripe è “pronta a valutare cosa succede con Lighting Network ed a valutare altre proposte che permettono pagamenti rapidi”, una di queste è “OmiseGo, proposta ambiziosa ed intelligente. Anche i progetti collegati ad Ethereum potrebbero presto sostituire la macchinosa complessità di Bitcoin” conclude Karlo. 

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