ArteFiera: le Criptovalute non entrano nel gotha dell’Arte Contemporanea

Siamo stati ad una fiera d’arte contemporanea, e abbiamo provato a vederci il futuro.

Artefiera è una magnificente esibizione delle 152 migliori gallerie d’arte Italiane e di 30 espositori specializzati in editoria d’arte. Quest’anno giunta alla sua 42esima edizione, è il momento in cui il mercato dell’arte in Italia si incontra e mette in bella mostra i suoi oggetti più preziosi, dalla fotografia alla pittura alla scultura. 

Il pubblico è volutamente selezionato e la fiera ha un taglio di altissimo livello, con l’intento riuscito di essere un momento di reale scambio nel settore dell’arte contemporanea.

Per chi pensa di portarsi a casa un “gadget” o un ricordino dell’evento c’è infatti pochissimo spazio. Le opere, pezzi unici di pittori come Munari e Mirò, fotografi come Araki, pezzi di Pomodoro e Fontana, raggiungono quotazioni non certo per tutte le tasche.

Perra, fotografia di Regina Josè Galindo, 2005

I mercanti d’arte, si sa, sono attenti a dare valore a pezzi unici ed irripetibili. E se per un pezzo della ricca produzione di Araki potete concedervi il lusso di spendere circa 1.000 Euro, andando su opere ed autori più sofisticati i prezzi salgono mediamente dai 30 ai 50 mila Euro, con punte anche superiori.

 

ABBIAMO CHIESTO ALLE GALLERIE D’ARTE: ACCETTERESTE PAGAMENTI IN CRIPTOVALUTE?

Siamo stati ad Artefiera Bologna 2018 con un intento: capire se e quanto questo mercato così colto, internazionale e costoso, potesse avere a che fare con le Criptovalute. La necessità di scambiare pezzi unici in modo certificato, senza barriere, con ampio respiro internazionale, senza effetti di cambio, può essere soddisfatta dalle Criptovalute? Gli attuali operatori hanno detto una parola che per ora pare definitiva sul rapporto arte e Criptovalute: NO.

Decine i rappresentanti di gallerie d’arte Italiane che ci hanno dato il loro parere negativo in merito. La nostra domanda, sempre la stessa: per le sue opere accetterebbe Criptovalute, ovvero valute virtuali, in cambio?

Tutti ci hanno confermato che non è assolutamente nelle loro corde, e molti nemmeno ci hanno mai pensato: semplicemente, la richiesta non c’è.

Abbiamo trovato anche la galleria Torbandena di Trieste, zona in Italia dove la diffusione delle cultura di Bitcoin in particolare ed in generale delle Criptovalute è ampia. Ci risponde una simpatica signora: “non siamo più giovani, e siamo molto lontani dalle nuove tecnologie”.

Abbiamo provato anche con gallerie più giovani ed il no, in questo caso, è andato oltre le aspettative: “no per principio”, ci risponde una proprietaria che tra le sue opere conta decine e decine di foto di Araki. “Quale principio?” abbiamo chiesto alla proprietaria, la risposta “assolutamente no, e basta”.

Abbiamo contattato anche la rivista Exibart, che si occupa tra le altre cose di valutazione di opere d’arte, chiedendo loro se fossero a conoscenza di gallerie che trattassero in Criptovalute. La risposta: “non ne ho idea, non ne ho veramente idea”. Anche al desk stampa, nessuno aveva idea di chi potesse accettare Criptovalute in cambio di arte.

Senza Titolo, Umberto Manzo, 2018

Usciamo dalla fiera soddisfatti di un’emozionante ambiente d’arte ricco di stimoli, consapevoli che oggi il mercato dell’arte, almeno in Italia, non sembra pronto a cambiamenti di questo tipo.

Restiamo tuttavia convinti che le Criptovalute permetterebbero a questo mercato antico e ricco, di ottenere una maggiore efficienza negli scambi, soprattutto internazionali. In particolare, quelle Criptovalute ormai adatte a fungere da riserva di valore, potrebbero più di altre monete nazionali rappresentare un unico linguaggio di scambio internazionale nel mercato dell’arte.

Sognare è possibile e vi terremo aggiornati sul mondo di arte e cultura, per darvi in anteprima le esclusive nella sua relazione con le Criptovalute.

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Conosci gallerie d’arte o artisti di nota fama che accettano in cambio Criptovalute? Segnalacelo a press@italiacriptovalute.it! 

 

 

 

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