Arriva anche SpritzCoin: il mondo delle ICO al collasso! (L’analisi)

Dalla Milano da bere parte la diffusione del nuovo token SpritzCoin. Si, avete capito bene, il loro sito (www.spritzcoin.com) è tutto un bicchiere arancione (non ce ne vogliano i Veneti dello spritz bianco) con ghiaccio e cannuccia.

Abbiamo dato spazio sul Italia Criptovalute e numerosi sviluppatori di ICO, non fosse altro per capire i meccanismi che li hanno spinti a creare un nuovo token da proporre sul mercato. Lo facciamo per dare conto e luce di questo complesso mondo, che esplode alla velocità della luce. 

Ma tra pochi mesi compirà un anno l’inizio della frenesia più incontrollata mai esistita per le Criptovalute e saremo in fase di primi bilanci. SpritzCoin non è altro che la ciliegina sulla torta di un’analisi fondamentale che serve e servirà fare in futuro come oggi.

Che senso macroeconomico, finanziario, di gestione commerciale hanno dei token per ogni cosa? Assolutamente nessuno. Se creiamo una “moneta” o mezzo di scambio per ogni cosa non facciamo altro che complicarci la vita. Vi ci vedete alla cassa del supermercato a pagare prima con i “PastaCoin”, poi con i “VinoCoin”, poi con i “SalsicciaCoin”? Penso di no.

Bitcoin e la decentralizzazione sono una cosa. Dei token che dovrebbero fungere da elemento di scambio, praticamente tutt’altra.

Dopo il crowdfunding, parola fighetta e inglese per definire una banale raccolta fondi, il mondo del marketing startupparo aveva bisogno di qualcosa di nuovo. Il crowdfunding, ormai sulla scena da anni, stava perdendo il suo appeal in quanto aveva calato la maschera di ciò che sta dietro questa parola: una banale raccolta fondi. Se vuoi aderire, aderisci, ma non c’è più nessun misticismo dietro a questo oracolo che all’inizio sembrava potesse fare magie nel raccogliere soldi con tanta semplicità per giovani (e meno giovani) volenterosi impegnati nella fase di startup dei loro progetti.

E dopo il crowdfunding, la cui versione “equity” è stata regolamentata, ecco a voi le ICO. Un modo come un altro per raccogliere fondi con lo stesso schema, ma in maniera oggi meno regolata e forse meno costosa in termini di commissioni (per ora). Agenzie di marketing in subbuglio e riorganizzazione per diventare “consulenti per il lancio della tua ICO”.

Cari startuppari, attenzione: ora che il mercato inizia ad essere bello pieno, per raccogliere soldi devi spendere soldi in marketing.

Il problema è che all’inizio, un anno, fa, dietro all’Inital Coin Offering vigeva lo stesso misticismo che c’era all’inizio sulla parola crowdfunding. Oggi questo misticismo si è svelato per quel che è: se ti finanzio, mi prometti in cambio un token che avrà un valore oggi non stimabile, ma che con un mercato sempre più pieno è sempre più probabile con il passare del tempo che non avrà alcun campo di applicazione. E quindi nessun valore.

Le più banali leggi dell’economia ci dicono che un mercato con milioni di token non potrà mai funzionare. Le ICO basate sul nulla sono un investimento a perdere a priori.

Come in tutti i mercati, chi prima arriva, prima riesce a conquistare il mercato. Ed ormai i tempi sono passati. Nel velocissimo mondo di internet, dove un perfetto analfabeta informatico può creare il proprio token gratuitamente grazie a centinaia di tool di sviluppo ICO, ormai i tempi sono maturi.

Ed ecco infatti che ogni nuova ICO che spunta, può avere tutta la buona volontà che vuole, ma troverà sempre maggiori difficoltà a farsi spazio con possibilità concreta di utilizzo del token. Soprattutto, i brulicanti siti e servizi che vi aiutano nel lanciare la vostra ICO dovranno chiedervi sempre più soldi per farvi sfondare.

Dietro al loro lavoro, infatti, non serviranno tanto capacità tecniche di creazione dell’ICO, ma solamente spiccate abilità di marketing nel diffondere l’idea che il vostro token è davvero utile (ma lo è davvero?)

 

 

 

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