America: professionisti delle crypto scrivono alla SEC per difendere gli investitori

E’ una lettera a mettere insieme alta finanza, rappresentati di grandi multinazionali e bitcoiners di prim’ordine.

Il 19 Settembre un gruppo di professionisti ha inviato alla SEC (l’autorità finanziaria Americana per il controllo degli scambi finanziari) una lettera per metterla in guardia da alcuni rischi che determinata regolamentazione può portare nel campo delle Criptovalute.

La lettera in originale è disponibile a questo link dal sito della SEC: LINK.

Bryan Bishop, ex Dirigente di Morgan Stanley, Caitlin Long, pioniere del coding per settore e-commerce, Chris Allen, fondatore del tema blockchain di Ernst & Young, Angus Crespigny e l’avvocato esperto in fund management di Gavin Fearey, sono i firmatari della missiva.

La loro intenzione è quella di avvertire la SEC di alcuni errori di fondo e connessi rischi che la ICE potrebbe compiere nel lanciare la sua piattaforma di scambio Criptovalute.

La ICE è la società finanziaria che possiede la borsa di New York e recentemente ha dichiarato di voler lanciare un sistema di exchange di Criptovalute, denominata Bakkt

Nella lettera i professionisti invitano la SEC, che dovrà poi vigilare su questa piattaforma, a dare delle regole ben precise sul suo funzionamento. Due i pericoli da cui si vuole mettere in guardia riguarda:

  • quella di furti dai wallet online nell’accorpare i fondi di più clienti in un unico conto
  • il rischio finanziario del commingling: quando fondi di più clienti vengono mescolati in un’unico fondo e non vi sono regole certe per stabilirne la proprietà una volta confluiti nel fondo

Nel mondo delle Criptovalute, il conto dovrebbe essere un portafoglio in sé e non uno strumento finanziario adeguatamente protetto ed assicurato contro utilizzi fraudolenti (diversi dagli andamenti di mercato anche possono essere anche negativi), i rischi sarebbero altissimi. La concentrazione di denaro in singoli conti sarebbe un’ autentica calamita per gli hacker più spietati che cercherebbero con ogni strumento in loro possesso, di rubare tali fondi. Certo, un hacker potrebbe introdursi anche nei normali sistemi informatici delle banche. Ma mentre la valuta fiat ha un controvalore fisico ed online ne avviene solo il trading, le Criptovalute fisicamente sono collocate solo online.

Il commingling (in inglese “confuzione”), invece, consiste nel rischio di far confluire il denaro di più soggetti in un’unico fondo, che viene poi utilizzato dal gestore magari per speculazioni in settori diversi. Ciò, senza linee guida nette, rischia di confondere il cliente in fase di restituzione dei suoi averi, rendendogli difficile capire bene metodi e risultati dell’investimento.

Gli scriventi alla SEC hanno voluto nella loro missiva sottolineare come questa debba intervenire preventivamente con apposite normative per tutelare soprattutto i risparmiatori da questi due pericoli. 

Gli avvertimenti, che mirano a proteggere soprattutto i risparmiatori, dovranno essere sicuramente vagliati dalla SEC, che presto avrà a che fare con il primo exchange di Criptovalute istituzionalizzato da un’azienda finanziaria che già controlla una delle principali borse Americane. 

 

 

 

 

 

 

 

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