Pagare in Oro nel 2017

Mentre il mondo e tanti sognatori immaginano un futuro senza banche, fatto di algoritmi e di criptovalute, c’è chi guarda al futuro con i portafogli del passato.
Glint è una startup londinese che, scrive Il Sole 24 Ore, “ha appena messo sul mercato un bancomat e una app che consentono di regolare i conti per via elettronica col mezzo di pagamento più antico del mondo: la risposta dell’oro al Bitcoin, ammesso e non concesso che la competizione esista davvero.

In pratica il cliente apre un conto virtuale, scarica la app e quando deve fare un acquisto o trasferire una somma sceglie di volta in volta se farlo in moneta fiat (per ora solo sterline, ma presto anche euro, dollari e tutte le maggiori valute) oppure in oro.

In quest’ultimo caso si impiegano frazioni – anche minime – di lingotti allocati, custoditi in Svizzera in un caveau della società Brink, accreditato dalla London Bullion Market Association (Lbma).”

Afferma Cozens, CEO e co-counfer di Glint che l’oro «A differenza delle monete di carta – afferma Cozens – l’oro non può essere spazzato via, svalutato o alterato».

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