Napoli implora: aiutateci ad usare blockchain e criptovalute

Il Comune di Napoli fa un balzo in avanti e stacca buona parte della politica nazionale sul tema di blockchain e Criptovalute.

Con il sistema della “chiamata pubblica” che potete consultare a questo link, avvia la ricerca di esperti di blockchain e Criptovalute che possano lavorare per questi obbiettivi:

  • utilizzo di una “blockchain” in uno dei processi amministrativi della macchina comunale
  • accettare pagamenti in criptovalute, ad esempio per l’accesso al Maschio Angioino o per pagamenti di servizi
  • attuare una raccolta fondi basata su criptovalute
  • generare, distribuire e utilizzare una nuova criptovaluta (ICO) legata all’economia della città.

Il Comune si espone come pochi altri hanno fatto fino ad oggi e dichiara pubblicamente tramite la chiamata: attraverso la blockchain, sarebbe possibile garantire una reale partecipazione popolare alla vita collettiva, che è la base di un modello di autogoverno che metta al centro dei processi decisionali il volere del popolo sovrano. La Blockchain, infatti, può essere utilizzata in tutti gli ambiti in cui è necessaria una relazione tra più persone o gruppi e può garantire il corretto scambio e la veridicità delle informazioni.”

Dichiarazioni che lasciano trasparire una grande speranza nella poco chiara situazione politica Italiana in cui le Criptovalute ed in generale le tecnologie distribuite pare non siano affatto nei pensieri di chi si candida a Governare il Paese.

Addirittura il Municipio di De Magistris spiega che “I temi della decentralizzazione e della partecipazione sono i cardini su cui si fonda la tecnologia denominata Blockchain e tali cardini sono in linea con l’azione e le idee attuate in più campi dall’amministrazione comunale”.

Il Comune scrive di avere ricevuto più di 300 proposte di collaborazione in pochi giorni da tutto il mondo. Numeri raggiunti nonostante la chiamata non presupponga per ora alcuna remunerazione.

L’attenzione verso questa mossa del Comune di Napoli è altissima, anche perché rappresenta il primo caso nazionale di amministrazione pubblica di una grande città che decide di mettersi in gioco su questo tema. Per una volta l’Italia si conferma al passo coi tempi, anche se la notizia è passata in sordina sui principali media generalisti. 

 

 

Il titolo della chiamata presente sul sito del Comune di Napoli

 

 

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